Beni confiscati, dalla Regione Lombardia oltre 6,8 milioni per il recupero e il riutilizzo sociale
17/02/2026
Trasformare simboli di illegalità in spazi restituiti alla collettività. Con questo obiettivo Regione Lombardia ha stanziato oltre 6,8 milioni di euro per il recupero e il riutilizzo dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. La delibera, approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa, di concerto con gli assessori Paolo Franco (Casa e Housing sociale) ed Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità), prevede risorse fino al 2028.
I fondi sono destinati agli Enti locali sul cui territorio si trovano i beni confiscati – Comuni, Province e Città metropolitana – oltre che ai soggetti pubblici o privati cui gli immobili siano stati concessi in uso.
Un presidio di legalità sul territorio
Secondo l’assessore La Russa, il recupero dei beni confiscati rappresenta un segnale tangibile della presenza delle istituzioni sul territorio. Restituire questi immobili alla cittadinanza significa rafforzare il presidio di legalità, promuovere una cultura della sicurezza e generare nuovi spazi di aggregazione e servizi.
L’intervento si inserisce in una strategia pluriennale che punta a sostenere in modo strutturale la trasformazione di edifici un tempo riconducibili ad attività criminali in luoghi dedicati a finalità sociali, culturali o istituzionali.
La ripartizione delle risorse
La dotazione complessiva supera i 6,8 milioni di euro. Per gli Enti locali sono previsti 1,79 milioni nel 2026, 2,92 milioni nel 2027 e 1,5 milioni nel 2028. Ai concessionari pubblici o privati saranno destinati 600 mila euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
L’assessore Paolo Franco ha evidenziato come il recupero dei beni confiscati possa contribuire anche alla riqualificazione del patrimonio pubblico e all’ampliamento dei servizi abitativi e sociali, offrendo nuove opportunità ai territori.
Per l’assessore Elena Lucchini, l’iniziativa rafforza un’alleanza sociale tra istituzioni, enti locali, Terzo settore e soggetti privati, con l’obiettivo di migliorare le infrastrutture sociali e la qualità della vita delle persone più fragili.
Il provvedimento consolida così una linea di intervento che intreccia legalità, coesione sociale e sviluppo territoriale, trasformando risorse sottratte alla criminalità in strumenti concreti di crescita per le comunità locali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to