Brand awareness: 5 soluzioni per migliorarla
di Redazione
30/12/2025
La brand awareness è il risultato di un lavoro di posizionamento che richiede coerenza, scelta dei contesti giusti e una capacità narrativa capace di tenere insieme identità, reputazione e riconoscibilità.
Un brand diventa memorabile quando il pubblico inizia ad associarlo a un significato chiaro, a una visione leggibile, a una voce che non cambia registro a seconda del canale ma si adatta mantenendo la propria sostanza.
Nel tempo, molte aziende hanno concentrato gli sforzi sulla produzione di contenuti proprietari, blog, post social, newsletter, senza interrogarsi a fondo su un elemento spesso sottovalutato: il peso che ha ciò che viene detto di un brand, e non solo ciò che il brand dice di sé.
È in questo spazio che le interviste editoriali assumono un valore strategico, soprattutto quando vengono ospitate su piattaforme capaci di offrire una cornice autorevole, credibile e riconoscibile.
Di seguito, cinque soluzioni concrete per rafforzare la brand awareness, con un’attenzione particolare al ruolo delle interviste e al contributo di realtà editoriali come Intervista.it.
1. Spostare il racconto dal brand alla persona
Le persone ricordano le storie prima dei messaggi promozionali, quando un imprenditore, un manager o un fondatore racconta il proprio percorso all’interno di un’intervista giornalistica, il brand smette di essere un’entità astratta e assume una fisionomia umana, fatta di scelte, passaggi complessi, errori, visioni e responsabilità.
Questo tipo di narrazione consente di costruire familiarità senza forzature. Non si chiede attenzione, la si ottiene perché si offre un punto di vista. In un’intervista ben strutturata, il brand emerge come conseguenza naturale del racconto, non come oggetto centrale da spingere. È un cambio di prospettiva che incide profondamente sulla percezione e sulla memorabilità.
2. Scegliere contesti editoriali che trasferiscono autorevolezza
Non tutte le pubblicazioni producono lo stesso effetto sulla brand awareness. Esiste una differenza netta tra un contenuto ospitato su una piattaforma percepita come autoreferenziale e uno pubblicato all’interno di una cornice editoriale riconosciuta, che applica criteri giornalistici, selezione delle storie e un linguaggio equilibrato.
Intervista.it opera esattamente in questo spazio. La piattaforma costruisce dialoghi che mantengono una distanza professionale tra intervistatore e intervistato, evitando toni celebrativi o promozionali, e questo contribuisce a rafforzare la credibilità del messaggio.
Per il lettore, il contenuto viene percepito come informativo, non come pubblicità mascherata. Per il brand, significa ottenere un posizionamento che si riflette positivamente sulla notorietà.
3. Rafforzare la presenza online attraverso contenuti che durano
Un post social ha una vita breve, spesso limitata a poche ore. Un’intervista editoriale, invece, ha una capacità di permanenza decisamente superiore. Viene indicizzata, condivisa nel tempo, citata, ripresa, inserita in percorsi di approfondimento e utilizzata come riferimento all’interno di strategie di comunicazione più ampie.
Dal punto di vista della brand awareness, questo significa costruire tracce stabili della propria identità digitale. Ogni intervista diventa un tassello che consolida l’associazione tra il nome del brand, il settore di riferimento e i valori dichiarati. Nel tempo, questa sedimentazione produce un effetto riconoscibile anche per chi entra in contatto con il brand per la prima volta.
4. Integrare le interviste in una strategia di comunicazione coerente
Un errore frequente consiste nel considerare l’intervista come un’azione isolata, utile solo per “fare presenza”. In realtà, il suo valore cresce quando viene inserita in una strategia più ampia, che tiene conto di SEO, reputazione digitale, relazioni pubbliche e contenuti proprietari.
Un’intervista pubblicata su Intervista.it può diventare il punto di partenza per ulteriori approfondimenti sul blog aziendale, per contenuti social che riprendono singoli passaggi, per materiali di presentazione istituzionale o per rafforzare il profilo LinkedIn del management.
In questo modo, la brand awareness non si limita all’esposizione, ma si traduce in coerenza narrativa, elemento determinante per essere riconosciuti nel tempo.
5. Costruire fiducia prima ancora della visibilità
La notorietà, se non è accompagnata da fiducia, resta fragile. Le interviste editoriali contribuiscono a creare un clima di affidabilità perché espongono il brand a uno sguardo esterno, che non controlla ogni parola ma guida il racconto attraverso domande, approfondimenti e contesto.
Quando un lettore percepisce che un brand è disposto a raccontarsi senza filtri eccessivi, accettando il confronto, tende ad attribuirgli maggiore solidità. Questo aspetto incide direttamente sulla brand awareness qualitativa, quella che non misura solo quante persone conoscono un nome, ma come lo ricordano e con quali associazioni mentali.
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