Carburanti, FIGISC: accise da rivedere per contenere l’impatto dei rincari
19/03/2026
Il tema del costo dei carburanti torna al centro del confronto tra istituzioni e operatori del settore, in un contesto segnato da forti tensioni sui prezzi e da una crescente instabilità dei mercati energetici internazionali. Dopo la riunione convocata dalla Presidenza del Consiglio con le principali compagnie petrolifere, FIGISC Confcommercio richiama l’attenzione sulla necessità di adottare misure calibrate, capaci di affrontare la situazione senza effetti distorsivi sull’economia.
Secondo la Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti, l’attuale livello dei prezzi sta diventando progressivamente difficile da sostenere per gli automobilisti, con ricadute che non si limitano alla mobilità individuale ma si estendono a tutta la filiera economica.
Prezzi in aumento e ricadute sull’economia reale
Nel documento diffuso dalla FIGISC emerge una preoccupazione chiara: l’incremento dei costi dei carburanti rischia di propagarsi rapidamente ai prezzi dei beni di largo consumo. Il legame tra energia, trasporti e logistica rende infatti inevitabile un effetto a catena che incide direttamente sul costo della vita.
La Federazione invita quindi a valutare con attenzione le possibili opzioni di intervento, ponendo al centro una domanda di fondo: risulta più sostenibile per il sistema Paese intervenire con un taglio temporaneo e mirato delle accise oppure lasciare che il mercato continui a spingere i prezzi verso l’alto?
In assenza di correttivi, sottolinea FIGISC, l’aumento dei carburanti si trasferisce inevitabilmente sui prezzi finali, aggravando la pressione su famiglie e imprese e contribuendo ad alimentare una spirale inflattiva.
Il ruolo della filiera e la richiesta di interventi strutturati
Un altro elemento evidenziato riguarda il funzionamento della rete distributiva. I gestori, ricorda FIGISC, rappresentano l’ultimo anello della catena e non determinano il prezzo finale, che dipende invece da dinamiche globali legate alle quotazioni internazionali e ai costi di approvvigionamento.
Da qui la richiesta di evitare interpretazioni semplificate e di adottare un approccio sistemico, capace di considerare l’intera filiera energetica. Le misure, secondo la Federazione, dovrebbero essere orientate alla sostenibilità complessiva del sistema, tenendo insieme le esigenze di consumatori, imprese e operatori del settore.
FIGISC conferma inoltre la propria disponibilità a collaborare con il Governo e con gli altri attori coinvolti per individuare soluzioni efficaci, in grado di attenuare gli effetti delle attuali tensioni senza compromettere gli equilibri economici.
Il dibattito resta aperto e si inserisce in uno scenario internazionale complesso, in cui la gestione dei costi energetici rappresenta una delle principali sfide per la tenuta del sistema economico.