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Carta del Docente ai precari: boom di sentenze favorevoli in tutta Italia

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di Redazione

08/01/2026

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Roma, 30 dicembre 2025 - Sta emergendo con forza una nuova giurisprudenza del lavoro che sta cambiando le carte in tavola per migliaia d’insegnanti precari in tutta Italia: il diritto alla Carta del Docente.

Il bonus formativo da 500 euro annui, finora riservato ai soli docenti di ruolo, oggi viene riconosciuto anche ai supplenti attraverso il ricorso giudiziale.

A trainare questa battaglia legale c'è l'Avv. Generoso Yuri Restina, avvocato del Foro di Roma specializzato in diritto del lavoro e previdenziale, che dal 2022 ha seguito molteplici ricorsi, tutti conclusi con sentenze favorevoli nei diversi Tribunali del Lavoro italiani, da Milano a Roma, passando per Cremona.

Il nodo della discriminazione: perché i precari erano esclusi

La Carta del Docente è stata introdotta dalla Legge 107/2015 (la cosiddetta "Buona Scuola") come strumento per supportare la formazione continua degli insegnanti.

Eppure, per anni il beneficio è stato riservato esclusivamente ai docenti con contratto a tempo indeterminato, escludendo chi insegnava con supplenze annuali, brevi o saltuarie.

Una disparità che non è passata inosservata né alla Corte di Giustizia Europea né al Consiglio di Stato, che hanno ribadito il principio fondamentale: l'esclusione dei docenti non di ruolo viola il principio di parità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato.

Eppure, nonostante questi pronunciamenti di vertice, il Ministero dell'Istruzione e del Merito non ha mai esteso automaticamente il beneficio ai precari.

Una strategia vincente: le sentenze parlano chiaro

Lo Studio Legale Restina ha raccolto un numero crescente di vittorie giudiziarie che stanno creando un precedente solido e replicabile. Tra i casi più significativi:

  • Tribunale di Milano, sentenza n. 664/2025: riconosciuta la Carta del Docente a un supplente con contratti a tempo determinato, con condanna del Ministero all'accredito dell'importo, interessi e spese legali.
  • Tribunale di Cremona, sentenze n. 137 e 138/2025: due decisioni che hanno equiparato i docenti precari ai colleghi di ruolo, anche in caso di supplenze brevi e saltuarie senza soluzione di continuità.
  • Tribunale di Roma, sentenza n. 11564/2025: riconosciuto il diritto alla Carta per gli anni di precariato (2018/19–2020/21) a un docente oggi di ruolo, con condanna al pagamento dei bonus arretrati.
  • TAR Lombardia e TAR Emilia-Romagna: nei giudizi di ottemperanza, i Tribunali Amministrativi Regionali hanno ordinato al Ministero di dare esecuzione immediata alle sentenze favorevoli, nominando un commissario ad acta in caso di perdurante inadempienza del Ministero.

Queste pronunce, lette nel loro insieme, delineano un orientamento giurisprudenziale ormai coerente, che supera l’interpretazione restrittiva adottata per anni dall’Amministrazione e riconosce in modo chiaro il principio di parità di trattamento tra docenti di ruolo e docenti a tempo determinato.

I giudici hanno ribadito che la natura del contratto non può incidere sull’accesso a strumenti di aggiornamento professionale strettamente connessi alla funzione docente, come la Carta del Docente, soprattutto quando l’attività lavorativa è svolta in modo continuativo e sostanzialmente identico a quella dei colleghi di ruolo.

Questo filone di decisioni rafforza in maniera significativa la posizione dei docenti precari e fornisce una base giuridica solida per azioni analoghe, rendendo sempre più difficile per il Ministero sostenere una linea difensiva fondata sull’esclusione automatica dei supplenti dal beneficio.

Chi può fare ricorso (e quanto può recuperare)

Le azioni legali intraprese mirano a colmare una disparità di trattamento che per anni ha penalizzato una parte rilevante del personale scolastico, valorizzando il principio secondo cui la formazione e l’aggiornamento professionale rappresentano un diritto connesso alla funzione docente e non alla tipologia contrattuale.

Alla luce degli orientamenti più recenti dei Tribunali, il ricorso si configura come uno strumento concreto per il riconoscimento di un beneficio economico e professionale finora negato, aprendo la strada al recupero delle somme non percepite negli anni di servizio svolti a tempo determinato.

Il ricorso è aperto a diverse categorie di insegnanti:

  • Docenti precari attualmente in servizio con contratti a tempo determinato, supplenze annuali o fino al 30 giugno, anche con incarichi brevi prorogati che abbiano raggiunto i 180 giorni di servizio.
  • Docenti di ruolo oggi in servizio che desiderano recuperare il bonus per gli anni di precariato precedenti alla stabilizzazione.

 

In caso di sentenza favorevole, è possibile ottenere fino a 2.500 euro per gli ultimi cinque anni (prescrizione quinquennale), pari a 500 euro per ogni anno scolastico pregresso.

Nessun anticipo di spese: il modello di tutela dello Studio Restina

Un aspetto distintivo dell'approccio dello Studio Legale Restina è la formula "zero spese " e “zero commissioni”

Quando il Tribunale accoglie il ricorso, condanna il Ministero a rifondere anche le spese legali.

Questo significa che il docente non sostiene alcun costo, sia di avviamento che di risultato, rendendo il ricorso accessibile a chiunque abbia i requisiti.

«Un diritto negato, se non viene difeso, diventa normalità,» spiega l'Avv. Restina, che ha fatto di questo principio il filo conduttore della sua attività. «Il nostro lavoro consiste nell'affiancare i docenti con trasparenza, spiegando passo dopo passo cosa accadrà, quali risultati possiamo realisticamente aspettarci, senza promesse facili ma con la forza dei precedenti ottenuti.»

Chi è l'Avv. Generoso Yuri Restina

Nato ad Avellino nel 1991, Generoso Yuri Restina è avvocato del Foro di Roma. Laureato in Giurisprudenza, esercita dal 2017 presso il proprio studio legale occupandosi di diritto del lavoro e previdenziale, diritto bancario, contenzioso elettorale e diritto della navigazione.

La sua specializzazione in materia di diritto del lavoro lo ha portato a seguire centinaia di casi legati al mondo della scuola, con particolare attenzione alla tutela dei docenti precari e alla difesa dei loro diritti contrattuali e previdenziali.

Un'opportunità ancora poco conosciuta, ma legittima

Nonostante il numero crescente di sentenze favorevoli, la possibilità di ottenere la Carta del Docente tramite ricorso è ancora poco conosciuta tra gli insegnanti precari.

Molti continuano a credere che il beneficio sia un "privilegio" riservato ai colleghi di ruolo, senza sapere che esiste una via legale concreta per ottenerlo.

Il termine per presentare ricorso è regolato dalla prescrizione quinquennale: è possibile recuperare il bonus per gli ultimi cinque anni scolastici, purché siano stati svolti almeno 180 giorni di servizio per anno.

Per informazioni:

Segreteria Carta del Docente

Avv. Generoso Yuri Restina

[email protected]

 www.ricorsocartadocenti.it

˙iVia Cesare Beccaria, 11 - 00187 Roma

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Per interviste, dichiarazioni o approfondimenti: [email protected]

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