Città metropolitana Spugna: il progetto entra nella fase finale con 88 interventi
01/04/2026
Il progetto Città metropolitana Spugna entra nella sua fase conclusiva e porta con sé un bilancio che restituisce la portata di un intervento destinato a incidere in modo concreto sulla capacità del territorio di adattarsi agli effetti del cambiamento climatico. Martedì 31 marzo, a Palazzo Isimbardi, la Città metropolitana di Milano ha ospitato l’evento finale del percorso sviluppato insieme a Gruppo CAP e finanziato nell’ambito del PNRR, offrendo un momento di confronto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future.
Al centro dell’iniziativa c’è il Piano Urbano Integrato Spugna, ormai vicino al traguardo. L’obiettivo è stato quello di intervenire sulla gestione delle acque meteoriche attraverso soluzioni in grado di assorbire la pioggia nel terreno, alleggerire la pressione sulle reti fognarie e ridurre il rischio di allagamenti, soprattutto durante gli eventi atmosferici più intensi. Una strategia che ha scelto di puntare sulle Nature-based solutions, integrando processi naturali e rigenerazione urbana per migliorare la resilienza ambientale dei Comuni coinvolti.
Un piano da 51 milioni tra drenaggio urbano e rigenerazione
Il finanziamento ottenuto dalla Città metropolitana di Milano ammonta a circa 51 milioni di euro e ha consentito di riqualificare una superficie complessiva di 489mila metri quadrati attraverso 88 interventi distribuiti in 32 Comuni. Si tratta di opere pensate per favorire il drenaggio urbano sostenibile, con la sostituzione in molti casi di superfici impermeabili, come l’asfalto, con materiali permeabili capaci di far filtrare l’acqua piovana e, allo stesso tempo, di contribuire alla mitigazione delle isole di calore nei contesti urbani.
Secondo i dati illustrati durante l’incontro, il sistema messo in campo consente di drenare ogni anno 307.500 metri cubi di acqua, con un risparmio energetico stimato in 114,89 MWh annui e 9,88 TEP risparmiati. I cantieri già conclusi o collaudati sono 70, mentre quelli ancora in corso risultano 18, a conferma di un progetto che si avvia alla chiusura mantenendo una dimensione operativa ampia e diffusa.
Nature-based solutions contro allagamenti e isole di calore
Il cuore del progetto Spugna risiede proprio nell’applicazione delle NBS, le soluzioni basate sulla natura, utilizzate per migliorare la capacità delle città di rispondere alle trasformazioni climatiche. In termini pratici, questo significa introdurre dispositivi verdi e superfici capaci di assorbire l’acqua e trattenere parte dell’inquinamento, riducendo l’impatto delle precipitazioni intense e contribuendo al miglioramento della qualità dello spazio pubblico.
Aiuole drenanti, parcheggi permeabili, tetti e muri verdi, boschi urbani, sistemi alternativi di gestione delle acque piovane e interventi di agricoltura urbana rientrano in questo approccio. La logica è quella di restituire al suolo una funzione che nei contesti fortemente urbanizzati è stata progressivamente compressa, permettendo alle città di affrontare con strumenti nuovi criticità che non possono più essere trattate come episodiche.
Il confronto sulle prospettive e il ruolo dei territori
L’evento conclusivo ha alternato momenti istituzionali, approfondimenti tecnici e testimonianze dirette dei territori. Tra gli interventi, quelli dell’inviato speciale del Governo italiano per il cambiamento climatico Francesco Corvaro e del docente del Politecnico di Milano Eugenio Morello, che hanno riportato l’attenzione sul valore delle soluzioni naturali nei processi di adattamento urbano.
Nella tavola rotonda dedicata al ruolo dei Piani Urbani Integrati all’interno della cornice PNRR sono intervenuti anche rappresentanti del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Interno, insieme al direttore dell’Area Ambiente e Tutela del Territorio della Città metropolitana di Milano, Emilio De Vita.
Nella seconda parte della mattinata spazio anche al contributo dei Comuni di Pieve Emanuele, Baranzate e Cinisello Balsamo, che hanno raccontato l’esperienza maturata sul campo, e a una riflessione sul futuro del progetto con l’ipotesi di un ampliamento di Spugna e di una crescita del territorio metropolitano ancora più orientata alla sostenibilità. A chiudere l’incontro è stata anche la premiazione del contest fotografico “La città spugna del futuro”, pensato per coinvolgere il pubblico e le scuole in una riflessione visiva sui temi della trasformazione urbana.
Il consigliere delegato all’Ambiente Paolo Festa ha definito Spugna un cambio di paradigma nella gestione del territorio, sottolineando la capacità del progetto di riqualificare aree strategiche con strumenti naturali avanzati e di produrre benefici misurabili nella prevenzione degli allagamenti.
Sulla stessa linea il presidente esecutivo di Gruppo CAP Yuri Santagostino, che ha richiamato il ruolo di una green utility pubblica nella gestione responsabile dell’acqua e nella costruzione di Comuni più preparati, spazi pubblici più vivibili e servizi capaci di generare valore collettivo. Il risultato è quello di un modello che punta a uscire dalla dimensione sperimentale per diventare riferimento stabile nelle politiche urbane del territorio metropolitano.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to