Data center e innovazione: Regione Lombardia e AWS a confronto su crescita sostenibile e filiera locale
16/01/2026
Quando un’infrastruttura diventa essenziale quanto una rete stradale, il tema non è più soltanto tecnologico: entra nella pianificazione economica, nei consumi energetici, nella disponibilità di suolo, nelle competenze che un territorio riesce a mettere in campo. È in questa cornice che si colloca l’incontro tenuto a Palazzo Lombardia tra il sottosegretario regionale con delega a Controlli, Patrimonio e Digitalizzazione, Ruggero Invernizzi, e AWS – Amazon Web Services, dedicato allo sviluppo del comparto dei data center e alle opportunità di collaborazione con le imprese lombarde.
Il confronto arriva in una fase in cui la Lombardia mantiene una posizione dominante nel panorama italiano: la Regione indica una quota superiore al 60% della capacità installata nazionale, con un baricentro nell’area milanese e un ciclo di investimenti particolarmente intenso nel triennio 2023–2025. Una leadership che porta vantaggi evidenti – attrazione di capitali, posti di lavoro qualificati, servizi digitali più vicini alla domanda – ma che accende anche domande concrete su sostenibilità, tempi autorizzativi, compatibilità con i piani urbanistici e rapporto con le comunità locali.
Un settore che pesa su energia e territorio: perché la “crescita governata” diventa decisiva
I data center sono fabbriche atipiche: producono servizi digitali, ma consumano energia e richiedono affidabilità, ridondanza, sicurezza fisica, connettività e sistemi di raffreddamento avanzati. La promessa di sviluppo, quindi, regge soltanto se accompagnata da regole capaci di prevenire conflitti e improvvisazioni, evitando che ogni progetto diventi una trattativa isolata, slegata da un disegno complessivo.
Regione Lombardia rivendica una direzione precisa: un quadro normativo chiaro e innovativo, costruito prima con linee guida approvate nel 2024 (descritte come prime in Italia) e poi con una proposta di legge regionale orientata a tenere insieme tre elementi che spesso si urtano: crescita economica, sostenibilità ambientale, tutela del territorio. Nel lessico amministrativo sembra una formula, nella pratica significa criteri più uniformi per i Comuni, maggiore prevedibilità per gli investitori e un perimetro più trasparente su localizzazioni, requisiti e mitigazioni.
Collaborazioni e competenze: l’effetto sulla filiera lombarda e sulla PA
Nelle parole di Invernizzi, data center e trasformazione digitale vengono presentati come una leva diretta di competitività: un comparto dove si sta formando un “ecosistema virtuoso” con ricadute sia per le imprese sia per la pubblica amministrazione. È un punto tutt’altro che astratto. Per la filiera locale, la presenza di grandi operatori può tradursi in commesse e crescita di competenze su progettazione, impiantistica, sicurezza, manutenzione, gestione energetica, servizi di continuità operativa. Per la PA, la vicinanza di infrastrutture robuste può rafforzare percorsi di digitalizzazione e resilienza, a patto che la governance resti salda e che i benefici non vengano divorati da inefficienze procedurali.
Invernizzi richiama anche la traiettoria già tracciata nel Programma Regionale di Sviluppo, sottolineando la volontà di continuare a investire su innovazione e digitale: la pressione dell’intelligenza artificiale, con il suo fabbisogno di potenza di calcolo, sta spingendo il tema data center fuori dalle nicchie specialistiche, rendendolo una scelta strutturale per chi vuole restare agganciato alle filiere produttive più avanzate.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to