Finanziamenti a fondo perduto: cosa sono, come ottenerli e come usarli correttamente
10/02/2026
I finanziamenti a fondo perduto sono contributi economici erogati da enti pubblici, nazionali o europei, destinati a sostenere investimenti e attività economiche senza l’obbligo di restituzione, a condizione che vengano rispettati requisiti precisi e che le spese siano effettuate secondo le regole previste dal bando. Questo tipo di agevolazione viene spesso utilizzato per incentivare la nascita di nuove imprese, la crescita di PMI, la digitalizzazione, l’efficienza energetica, l’innovazione tecnologica e la creazione di posti di lavoro.
Il termine “fondo perduto” può creare l’idea di un aiuto automatico, ma nella pratica si tratta di strumenti regolati da procedure complesse, che richiedono documentazione, rendicontazione e controlli. Per sfruttarli in modo efficace è necessario comprendere come funzionano, quali categorie possono beneficiarne e quali errori evitare per non rischiare revoche o esclusioni.
Cosa significa “a fondo perduto” e quali tipologie esistono
Un finanziamento a fondo perduto è un contributo che copre una parte delle spese sostenute per un progetto, senza che il beneficiario debba restituire l’importo ricevuto. Nella maggior parte dei casi non viene erogato immediatamente in anticipo, ma viene riconosciuto dopo che l’impresa ha dimostrato di aver realizzato l’investimento previsto e di aver sostenuto spese ammissibili.
Le tipologie principali includono contributi in conto capitale, voucher e incentivi misti. Il contributo in conto capitale è la forma più comune e viene utilizzato per acquistare beni strumentali come macchinari, attrezzature, impianti, software e interventi di ristrutturazione. I voucher, invece, sono contributi di importo predeterminato destinati a specifiche attività, ad esempio consulenze digitali, formazione, certificazioni o internazionalizzazione.
Esistono anche formule miste, dove una parte del sostegno è a fondo perduto e una parte è finanziamento agevolato, quindi con restituzione ma a tassi ridotti o con periodi di preammortamento. Questa soluzione viene spesso utilizzata nei programmi regionali o nazionali per sostenere investimenti di importo più elevato, riducendo il rischio per l’ente pubblico e aumentando l’effetto leva dell’intervento.
La percentuale coperta dal fondo perduto può variare molto, spesso tra il 30% e il 70%, e dipende da fattori come area geografica, settore, dimensione aziendale e obiettivi del bando. In alcune misure, le imprese del Sud Italia o le start-up femminili possono ottenere percentuali più alte rispetto alle aziende già consolidate in territori con maggiore sviluppo economico.
Chi può richiedere finanziamenti a fondo perduto e quali requisiti sono più frequenti
I beneficiari dei finanziamenti a fondo perduto sono generalmente imprese, lavoratori autonomi, start-up innovative, cooperative e in alcuni casi associazioni con finalità specifiche. Le misure più diffuse si rivolgono alle PMI, perché rappresentano la parte principale del tessuto produttivo italiano e sono considerate un elemento centrale per crescita e occupazione.
Molti bandi prevedono requisiti legati alla sede legale o operativa. Spesso è necessario che l’impresa abbia sede in una determinata regione o che apra una nuova unità produttiva nel territorio indicato, perché l’obiettivo dell’incentivo è generare impatto locale. È comune anche la richiesta di un codice ATECO specifico, perché molti contributi sono dedicati a settori strategici come manifattura, turismo, artigianato, agricoltura o servizi digitali.
Tra i requisiti più frequenti rientrano la regolarità contributiva e fiscale, la presenza di un DURC valido, l’assenza di procedure fallimentari e la capacità economica di sostenere il progetto. Questo ultimo aspetto è cruciale perché, anche se il contributo è a fondo perduto, molte misure prevedono che l’azienda anticipi parte delle spese prima di ricevere l’erogazione.
In diversi bandi vengono inoltre premiate categorie specifiche come giovani imprenditori, imprenditoria femminile, imprese in aree interne o aziende che assumono personale. Questo tipo di criterio viene utilizzato per attribuire punteggi più alti in graduatoria o per aumentare la percentuale di contributo riconosciuta.
Come funzionano i bandi: domanda, valutazione e modalità di assegnazione
I finanziamenti a fondo perduto vengono quasi sempre erogati attraverso bandi pubblici, cioè avvisi che definiscono requisiti, modalità di presentazione e criteri di selezione. La procedura può seguire due logiche principali: bando a sportello oppure bando a graduatoria.
Nel bando a sportello, le domande vengono valutate in ordine cronologico e finanziate fino a esaurimento delle risorse disponibili. In questi casi la velocità è determinante, perché presentare la domanda nelle prime ore può fare la differenza tra ottenere il contributo o restare esclusi. Questa modalità è spesso associata al cosiddetto click day, dove l’invio telematico deve avvenire in un momento preciso e con documentazione già pronta.
Nel bando a graduatoria, invece, tutte le domande vengono raccolte entro una scadenza e successivamente valutate. Ogni progetto riceve un punteggio basato su criteri come innovazione, sostenibilità, impatto occupazionale, solidità economica e coerenza con gli obiettivi della misura. Solo i progetti con punteggio più alto vengono finanziati, fino a esaurimento dei fondi disponibili.
La domanda include quasi sempre un piano di investimento dettagliato, un business plan o una descrizione tecnica del progetto, oltre a documenti amministrativi come visura camerale, bilanci, dichiarazioni fiscali e certificazioni richieste. Per alcune misure è necessario allegare preventivi di spesa già firmati o offerte commerciali dettagliate, perché l’ente vuole verificare che i costi siano realistici e coerenti con il mercato.
In fase di valutazione, l’ente può chiedere integrazioni o chiarimenti, e in alcuni casi richiede un colloquio o un audit documentale. Un errore formale, come un documento mancante o una dichiarazione incompleta, può portare all’esclusione anche se il progetto è valido.
Spese ammissibili e rendicontazione: cosa viene finanziato e come dimostrarlo
Le spese ammissibili sono l’elemento più importante di un finanziamento a fondo perduto, perché determinano concretamente quanto denaro può essere riconosciuto. Ogni bando specifica in modo dettagliato quali costi possono essere inseriti nel progetto e quali sono esclusi.
Tra le spese più spesso finanziate rientrano macchinari, attrezzature, impianti, software, servizi digitali, consulenze specialistiche, formazione del personale, ristrutturazioni di locali aziendali e investimenti in efficienza energetica. Alcuni bandi finanziano anche spese di marketing e comunicazione, soprattutto se legate a internazionalizzazione o sviluppo commerciale.
Le spese escluse sono spesso quelle considerate ordinarie, come affitti, bollette e costi generali di gestione, anche se alcune misure specifiche possono coprirle in parte. È comune anche l’esclusione di acquisti in contanti, perché i pagamenti devono essere tracciabili tramite bonifico, carta o strumenti bancari verificabili.
La rendicontazione è la fase in cui il beneficiario deve dimostrare di aver sostenuto le spese. Questo significa presentare fatture, prove di pagamento, contratti e documentazione tecnica. Una fattura priva di descrizione dettagliata o un pagamento effettuato con modalità non ammessa può rendere la spesa non riconoscibile e quindi non rimborsabile.
Un errore frequente riguarda la modifica del progetto rispetto alla domanda iniziale. Se il bando prevede l’acquisto di un macchinario con determinate caratteristiche e l’impresa ne acquista uno diverso senza autorizzazione, la spesa può essere contestata. Per questo motivo, quando si devono apportare variazioni, è necessario chiedere prima una modifica ufficiale del progetto, se la procedura lo consente.
In molti casi l’erogazione avviene a SAL, cioè stato avanzamento lavori, con pagamenti parziali in base all’avanzamento del progetto. Questo permette all’impresa di ricevere liquidità progressiva, ma richiede rendicontazioni più frequenti e maggiore precisione nella gestione dei documenti.
Come trovare bandi affidabili e scegliere il finanziamento più adatto
Per trovare finanziamenti a fondo perduto affidabili è fondamentale utilizzare fonti ufficiali, perché molte informazioni presenti online sono generiche o non aggiornate. Le fonti più utili includono portali istituzionali regionali, siti di camere di commercio, bandi pubblicati da ministeri e agenzie nazionali e piattaforme dedicate alla finanza agevolata.
La scelta del bando più adatto deve partire dall’analisi del progetto. Un’impresa che vuole acquistare nuovi macchinari dovrà cercare misure per investimenti produttivi, mentre chi vuole aprire un’attività dovrà orientarsi verso incentivi per start-up o autoimprenditorialità. Anche il settore è determinante, perché molte misure sono dedicate a comparti specifici e richiedono codici ATECO compatibili.
Un criterio pratico per valutare un bando consiste nel confrontare tre aspetti: percentuale di contributo, importo massimo ottenibile e complessità della rendicontazione. Un contributo alto può essere vantaggioso, ma richiedere tempi lunghi e controlli stringenti. Un voucher più piccolo può essere meno ambizioso ma più rapido e con minori rischi burocratici.
In molti casi è utile affidarsi a un consulente specializzato, soprattutto quando il progetto è complesso o quando la domanda richiede business plan articolati e documentazione tecnica. Il vantaggio di una consulenza è la riduzione degli errori formali e una maggiore probabilità di ottenere punteggi elevati in graduatoria, ma è importante valutare con attenzione le condizioni economiche, perché alcune società richiedono percentuali sul contributo ottenuto o anticipi elevati.
I finanziamenti a fondo perduto possono quindi rappresentare un’opportunità concreta per ridurre il costo di un investimento e accelerare la crescita di un’attività, ma richiedono pianificazione, gestione accurata dei documenti e una scelta mirata del bando, perché l’accesso non dipende solo dal bisogno dell’impresa ma dalla coerenza con requisiti e regole stabilite dall’ente erogatore.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to