La memoria come responsabilità civile: premiati gli studenti lombardi sul ricordo di Vergarolla
10/02/2026
Ricordare non è un gesto rituale, ma un atto di responsabilità collettiva. È questo il messaggio che ha attraversato la cerimonia di premiazione del concorso dedicato alla strage di Vergarolla, svoltasi questa mattina all’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli, dove sono stati premiati gli otto elaborati vincitori realizzati da studenti delle scuole medie e superiori lombarde.
Il concorso, promosso dal Consiglio regionale della Lombardia nell’ambito della legge regionale n. 2 del 2008 – che recepisce la normativa nazionale istitutiva del Giorno del Ricordo – ha voluto offrire alle giovani generazioni uno spazio di studio, riflessione e rielaborazione critica di una delle pagine più drammatiche e a lungo rimosse della storia repubblicana italiana: la strage di Vergarolla del 18 agosto 1946, considerata la prima strage di innocenti dell’Italia del dopoguerra.
Studenti protagonisti della costruzione della memoria
Nel suo intervento, il presidente del Consiglio regionale Federico Romani ha posto l’accento sul rischio più insidioso che accompagna il passare del tempo: l’indifferenza. Ricordare le vittime delle violenze del regime comunista jugoslavo, ha sottolineato, non significa riaprire ferite o alimentare contrapposizioni, ma restituire dignità a persone reali, a comunità spezzate, a storie cancellate troppo a lungo dal silenzio.
I lavori presentati dagli studenti hanno saputo affrontare il tema con linguaggi diversi – manifesti, video, e-book, poesie, fotografie – dimostrando come la memoria non sia soltanto un esercizio scolastico, ma un’esperienza di consapevolezza civile. Attraverso luoghi, volti e vicende emblematiche, come quella del medico Geppino Micheletti o dello storico William Klinger, gli elaborati hanno ricostruito non solo la tragedia, ma anche la dimensione umana e vitale dell’esodo giuliano-dalmata-istriano.
Una storia che parla ancora al presente
Al concorso hanno partecipato tredici istituti delle province di Milano, Bergamo, Como, Lecco e Varese, con ventiquattro lavori di gruppo e il coinvolgimento diretto di circa 140 studenti. La Commissione giudicatrice, composta da rappresentanti istituzionali, del mondo scolastico e dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha valutato i progetti in base alla qualità dei contenuti, all’originalità della ricerca, al livello di partecipazione degli studenti e alla possibilità di utilizzo degli elaborati per finalità educative e istituzionali.
Particolarmente significativo è stato anche l’intervento di Claudio Gilardi, presidente del Comitato di Milano dell’ANVGD, che ha portato una testimonianza diretta dell’esodo, ricordando come il venir meno dei testimoni renda ancora più urgente il lavoro di trasmissione della memoria alle nuove generazioni.
I vincitori, insieme ai loro insegnanti, prenderanno parte a un viaggio di istruzione di tre giorni a Trieste e nei luoghi simbolo del martirio delle popolazioni giuliano-dalmate-istriane, trasformando lo studio in esperienza diretta.
L’iniziativa conferma il valore della scuola come presidio di memoria e coscienza critica, capace di restituire profondità storica a eventi che continuano a interrogare il presente e a richiamare la responsabilità di una cittadinanza consapevole.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to