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Lombardia, via libera alla convenzione con Ersaf per il reticolo idrico principale

20/01/2026

Lombardia, via libera alla convenzione con Ersaf per il reticolo idrico principale

C’è una parte di Lombardia che non finisce quasi mai nei titoli d’apertura, eppure decide quanto “regge” la regione quando piove troppo, quando i livelli salgono in fretta, quando una sponda cede o un alveo si riempie di detriti: è la gestione del reticolo idrico principale, l’insieme dei corsi d’acqua la cui competenza, per vigilanza e manutenzione, è regionale.

In questo quadro si inserisce l’approvazione, da parte della Giunta regionale, dello schema di convenzione tra Regione Lombardia ed Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) per attività da svolgere sul reticolo idrico principale. La delibera è stata proposta dall’assessore Massimo Sertori, di concerto con Gianluca Comazzi e Alessandro Beduschi, e prevede risorse dedicate nel triennio 2026-2028.

Una convenzione che porta sul campo presidio, vigilanza e interventi

La parola “convenzione” rischia di suonare burocratica, ma qui descrive un assetto operativo: chi fa cosa, con quali strumenti, con quali responsabilità, quando si parla di sorveglianza dei corsi d’acqua, progettazione, manutenzioni e lavori sul reticolo di competenza regionale. L’impianto, come riportato nella comunicazione regionale, mira a rendere più ordinario ciò che spesso viene percepito come emergenziale: il presidio, la capacità di leggere i segnali del territorio, l’intervento nel momento giusto, prima che un problema diventi danno.

Il punto politico-amministrativo sta nella scelta di rendere stabile, per un arco triennale, il coordinamento fra struttura regionale ed ente tecnico-operativo come Ersaf, in una logica di gestione continua: una cornice utile anche ai Comuni e agli Uffici territoriali regionali, chiamati a interfacciarsi con un sistema che deve funzionare con regole chiare e tempi compatibili con la realtà di cantieri, autorizzazioni, priorità locali.

Risorse 2026-2028 e il legame con la difesa del suolo e l’agricoltura

Secondo quanto comunicato, l’accordo mette a disposizione risorse per il triennio 2026-2028 (1,55 milioni di euro, nell’impostazione annunciata), con l’obiettivo dichiarato di ottimizzare sia le risorse per il presidio sia quelle per la gestione degli interventi, compresa l’ordinaria manutenzione.

Il senso di un investimento del genere si coglie meglio se lo si colloca dentro la cornice normativa regionale: la legge regionale 15 marzo 2016, n. 4, è uno dei pilastri lombardi su difesa del suolo, prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e gestione dei corsi d’acqua.

C’è poi un aspetto che riguarda direttamente le economie reali, non i soli equilibri idraulici: la rete dei corsi d’acqua incide sulla continuità produttiva agricola, sulla stabilità dei terreni, sulla protezione di infrastrutture e aziende. Beduschi, nella lettura politica dell’operazione, insiste su questo punto: la manutenzione dei corsi d’acqua entra nella vita delle filiere perché riduce vulnerabilità e interruzioni, soprattutto quando il meteo diventa più difficile da prevedere e da gestire.

L’elemento interessante, per chi osserva da fuori, è che questa partita si gioca molto prima dell’evento estremo: nelle scelte di programmazione, nella capacità di fare manutenzione “silenziosa”, nella presenza sul territorio, nella qualità tecnica dei progetti. E la misura di queste scelte, spesso, non è nei comunicati: è nel giorno in cui un’onda di piena passa e trova un sistema preparato, o trova un sistema in ritardo.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.