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Milano, arrestato 22enne per la truffa del finto carabiniere: recuperati gioielli per 31mila euro

12/02/2026

Milano, arrestato 22enne per la truffa del finto carabiniere: recuperati gioielli per 31mila euro

C’è un momento, in queste truffe, in cui la paura prende il sopravvento sulla lucidità. Una telefonata concitata, il riferimento a un’indagine, la minaccia di conseguenze giudiziarie imminenti: è su questa pressione emotiva che si fonda il meccanismo del “finto carabiniere”, raggiro che continua a colpire persone fragili facendo leva sulla fiducia nelle istituzioni.

A Milano, un 22enne italiano con numerosi precedenti è stato arrestato dalla Polizia di Stato in collaborazione con la Polizia Locale, ritenuto responsabile di aver truffato un’anziana di 84 anni e la figlia di 51, convincendole a consegnare monili in oro per un valore stimato di circa 31mila euro.

Il controllo in via Quarenghi e la scoperta della refurtiva

L’arresto è maturato nel pomeriggio, durante un servizio straordinario di controllo del territorio condotto dagli agenti del Commissariato Bonola insieme alla Polizia Locale. Intorno alle 16, in un parcheggio di via Giacomo Quarenghi, l’attenzione degli operatori si è concentrata su un giovane che si aggirava con atteggiamento guardingo.

Fermato per un accertamento, il ragazzo ha inizialmente fornito false generalità, circostanza per la quale è stato denunciato. Solo in seguito ha dichiarato le proprie reali generalità: dagli approfondimenti è emerso che era sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di San Lorenzo, in provincia di Benevento.

La perquisizione personale ha chiarito il motivo del comportamento sospetto. Nelle sue tasche e negli effetti personali sono stati rinvenuti numerosi monili in oro, per un peso complessivo di circa 350 grammi. Il valore stimato della refurtiva si aggira attorno ai 31mila euro. Gli investigatori hanno ricostruito in tempi rapidi la provenienza dei gioielli, collegandoli a una truffa appena consumata.

Il raggiro telefonico e il recupero dei gioielli

Madre e figlia erano state contattate telefonicamente da soggetti che si erano presentati come appartenenti all’Arma dei Carabinieri e all’Autorità giudiziaria. Con tono autorevole e allarmato, avevano prospettato un coinvolgimento in una presunta rapina, facendo credere alla necessità di consegnare oggetti di valore per agevolare accertamenti urgenti.

A completare il raggiro, l’arrivo di un giovane che si è qualificato come incaricato delle verifiche. Le due donne, spaventate e convinte della veridicità della situazione, hanno consegnato i gioielli.

Dopo il fermo, gli agenti del Commissariato di via Enrico Falk hanno contattato le vittime e le hanno raggiunte per informarle dell’accaduto. Ancora scosse, hanno potuto riavere quanto sottratto poche ore prima.

L’episodio conferma quanto questo schema fraudolento sia costruito su tempi rapidi e forte pressione psicologica. Le forze dell’ordine ricordano che nessun appartenente alle istituzioni chiede denaro o preziosi a domicilio per presunti accertamenti. In caso di telefonate sospette, è essenziale interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112, senza fornire informazioni personali né consegnare beni a sconosciuti. Una regola semplice, che può evitare danni economici e ferite emotive profonde.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to