Milano, arrestato in Spagna il figlio di Alexandru Adarici: accusato di sequestro aggravato dalla morte
02/03/2026
La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito questa mattina un mandato di arresto europeo nei confronti del figlio trentaquattrenne di Alexandru Adarici, deceduto il 23 gennaio scorso in via Nerino, nel centro di Milano.
L’uomo è indagato per sequestro di persona aggravato dalla morte della vittima.
Arresto a Barcellona con il supporto della cooperazione internazionale
L’attività investigativa è stata condotta dal Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra Mobile di Milano, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e il raccordo informativo con Europol ed Eurojust.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito in Spagna dai Mossos d'Esquadra di Barcellona (CGIC – Comissaria General d'Investigació Criminal, AIC – Àrea d'Investigació Criminal, RPMB – Regió Policial Metropolitana Barcelona, UTI-Personas). Alle operazioni hanno partecipato anche due investigatori della Polizia di Stato italiana inviati appositamente sul territorio iberico.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’indagato avrebbe convinto il padre – imprenditore attivo insieme al figlio nel settore della finanza e degli investimenti – a recarsi a Milano per partecipare a un presunto meeting di lavoro in un appartamento di via Nerino.
Gli investigatori ritengono che il 34enne abbia concorso al sequestro del padre, con l’obiettivo di costringerlo a trasferire 250.000 euro in criptovalute.
Allo stesso indagato sarebbe inoltre attribuibile la caduta dalla finestra dell’appartamento, in quanto risultava l’unica persona presente nella stanza al momento della precipitazione.
Le indagini tecniche
La ricostruzione del quadro indiziario è stata possibile grazie a una complessa attività tecnica, che ha incluso:
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analisi delle telecamere di videosorveglianza;
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esame dei tabulati telefonici;
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ricostruzione degli spostamenti della vittima e dell’indagato.
Gli accertamenti hanno consentito di delineare il presunto ruolo del 34enne nella morte del padre.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.