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Milano, la “Carta della democrazia” di Gariwo arriva in Commissione: dialogo, responsabilità e argine all’odio

24/02/2026

Milano, la “Carta della democrazia” di Gariwo arriva in Commissione: dialogo, responsabilità e argine all’odio

Richiamare ciascuno – cittadini, istituzioni, corpi intermedi – a una responsabilità che non si esaurisce nel voto o nella protesta, ma si misura nella difesa quotidiana delle regole democratiche, del pluralismo e della dignità umana. È questo il perno della Carta della democrazia, presentata oggi dalla Fondazione Gariwo alle commissioni consiliari Pari Opportunità e Diritti Civili, Cultura, Antimafia e Speciale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio del Comune di Milano. Un passaggio politico e culturale insieme: non un testo “da convegno”, ma una proposta che ambisce a diventare riferimento operativo per la città.

La Carta insiste su un punto spesso sottovalutato: il contrasto ai discorsi d’odio e alle derive autoritarie non si vince solo con sanzioni o dichiarazioni di principio, perché prima ancora riguarda la qualità dello spazio pubblico, il modo in cui si costruiscono le opinioni, la tenuta dei legami sociali quando la polarizzazione diventa riflesso automatico.

Buscemi: la democrazia come bussola anche nello scenario internazionale

Nel confronto in Commissione, la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi ha letto la Carta in una prospettiva che supera i confini locali e chiama in causa la scena internazionale, alla vigilia del quarto anno dall’invasione russa dell’Ucraina. Il messaggio, nella sua formulazione, è netto: prevaricazione, violenza e sopruso non possono diventare principi politici legittimati, né tantomeno modelli di governo. Da qui il ribadito supporto al popolo ucraino e la richiesta di una pace giusta, con un ruolo europeo più incisivo nei processi diplomatici. È una sottolineatura che lega l’educazione democratica alla politica estera: la democrazia non è un recinto domestico, si misura anche nel modo in cui le società reagiscono a guerre, aggressioni, propaganda.

Nissim e Nigris: “ritrovare il gusto della conversazione” e difendere l’informazione non faziosa

Il presidente di Gariwo Gabriele Nissim ha riportato l’attenzione su un passaggio centrale della Carta: la prima responsabilità è ritrovare il gusto del dialogo, perfino con chi la pensa diversamente, sapendo che le idee maturano nel confronto, non nell’isolamento. Nissim ha espresso l’auspicio che il documento venga adottato dal Consiglio comunale e ha lanciato un gesto simbolico: ospitare una seduta delle Commissioni al Giardino dei Giusti, come rappresentazione concreta di una “polis” che non delega la democrazia solo alle procedure, ma la coltiva nei luoghi e nelle pratiche.

Sulla stessa linea, Elisabetta Nigris, presidente della Commissione speciale contro i fenomeni d’odio, ha insistito sull’urgenza di sostenere un dialogo democratico fondato su ascolto e su un uso dell’informazione che non sia fazioso né prevaricante. Il punto non è la neutralità astratta: è la responsabilità con cui si maneggiano i dati, le parole, le immagini, perché le scorciatoie comunicative – insinuazioni, generalizzazioni, falsità comode – hanno conseguenze reali sulle persone e sulla fiducia collettiva.

L’11 marzo la Giornata dei Giusti 2026: cinque nomi, una stessa idea di democrazia

L’incontro ha fatto anche da cornice alla presentazione della Giornata dei Giusti dell’Umanità 2026, in programma l’11 marzo al Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella, dedicata al tema: “I Giusti per la democrazia. Dialogo e nonviolenza per costruire la pace”. La scelta dei Giusti e del tema è stata deliberata dall’Assemblea dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, composta da Fondazione Gariwo, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Comune di Milano.

I nuovi Giusti 2026 saranno:

  • Piero Calamandrei, padre costituente e difensore della Costituzione

  • Martin Luther King, simbolo universale della nonviolenza

  • Vivian Silver, attivista israeliana per la pace, uccisa il 7 ottobre 2023

  • Reem Al-Hajajreh, attivista palestinese e fondatrice di Women of the Sun

  • Aleksandra “Sasha” Skochilenko, artista russa arrestata per la protesta contro la guerra in Ucraina e liberata nel 2024

Cinque traiettorie lontane, ricondotte a un’unica convinzione: la democrazia non è garantita una volta per tutte. Vive nella parola misurata, nell’ascolto, nel coraggio di non disumanizzare l’altro, soprattutto quando sarebbe più facile farlo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to