Milano per l’Abitare: a Palazzo Reale la strategia per una città accessibile
22/01/2026
Giovedì 22 gennaio 2026, nella Sala Conferenze di Palazzo Reale (piazza Duomo 14), il Comune di Milano riunisce istituzioni, operatori pubblici e privati, finanza e Terzo settore per una giornata che mette sul tavolo un tema diventato, per molte famiglie e per molte imprese, un fattore di stabilità o di esclusione: l’accesso alla casa. L’evento, intitolato “Milano per l’Abitare: la strategia per una città accessibile”, è stato organizzato dall’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa Emmanuel Conte come momento di lavoro, più che come passerella, per condividere strumenti e modalità di attuazione delle politiche abitative che Palazzo Marino sta costruendo.
Il nodo è noto: l’abitare non riguarda soltanto l’offerta di alloggi, ma incrocia servizi, mobilità, sostenibilità, qualità urbana, attrattività economica. In questo quadro, l’obiettivo dichiarato della giornata è favorire un dialogo strutturato tra chi governa la domanda, chi può aumentare l’offerta, chi finanzia, chi gestisce progetti sociali e chi misura impatti.
La mattina: visione politica e presentazione della strategia comunale
I lavori si aprono alle 9.00 con un videomessaggio del sindaco Giuseppe Sala, seguito dagli interventi di Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi abitativa in Europa, e dell’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco. La scaletta segnala una scelta precisa: collegare Milano al contesto europeo e regionale, perché la pressione abitativa si muove su scala più ampia della sola città e perché molte leve, tra risorse e regole, viaggiano su più livelli istituzionali.
Alle 10.00 Conte presenta la nuova strategia di Milano per l’abitare accessibile. Gli aspetti tecnici vengono poi discussi in un panel con Massimo Marzolla (Direzione Casa del Comune), Filippo Salucci (City Operation Manager) e Giulia Ragnoli (sviluppo del processo progettuale nella Direzione Generale). È la parte più operativa della giornata: dove si capisce quali strumenti verranno usati, come si intende accelerare, e in che modo la macchina comunale prova a tenere insieme pianificazione, realizzazione e gestione.
Il pomeriggio: finanza, modelli e cooperazione europea
Il secondo panel, alle 14.00, sposta l’attenzione sugli strumenti finanziari e sui modelli di sviluppo per una casa “accessibile e sostenibile”, con un parterre che incrocia istituzioni europee e soggetti in grado di mobilitare capitali: Mario Nava (DG EMPL – Commissione Europea), Lucia Bucciarelli Ducci (CEB), Sostre Civic (cooperativa spagnola di housing sociale), Lars Anwandter (BEI) e Massimiliano Pulice (Cassa Depositi e Prestiti). La presenza di questi attori indica che Milano vuole agganciare il tema casa a una filiera di investimenti e garanzie, evitando che la politica abitativa resti appesa soltanto alla disponibilità di bilancio corrente.
Conte, nelle parole che accompagnano l’iniziativa, colloca il Piano Straordinario Casa dentro una visione più larga di “città accessibile” e richiama il Piano europeo per l’abitare accessibile: aumentare l’offerta, mobilitare investimenti, sostenere le persone più fragili, promuovere modelli di qualità. Il punto di equilibrio, per Milano, sarà trasformare questa cornice in interventi che producano alloggi e servizi in tempi credibili, senza lasciare che il mercato continui a selezionare chi può restare e chi deve spostarsi altrove.
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