Mirror Minds Hack: a Palazzo Lombardia il punto d’arrivo dell’Hackathon 2025 contro cyberbullismo e odio online
14/01/2026
Giovedì 15 gennaio, alle 10, l’Auditorium “Testori” di Palazzo Lombardia ospita l’evento conclusivo di Hackathon 2025, l’iniziativa con cui Regione Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale portano le scuole dentro un lavoro pratico su rispetto in rete e prevenzione del cyberbullismo. In apertura sono attesi gli interventi del presidente Attilio Fontana e dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa; annunciato anche un videomessaggio dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini.
La settima edizione dell’Hackathon, per impostazione e numeri, racconta una scelta precisa: non limitarsi a campagne di sensibilizzazione, ma costruire percorsi che obblighino a tradurre le parole in proposte, linguaggi, strumenti. A partecipare sono dodici istituti scolastici di diverse province lombarde – Bergamo, Brescia, Milano, Monza e Brianza, Lodi e Varese – chiamati a confrontarsi con un tema che cambia forma rapidamente: le dinamiche di prevaricazione digitale, le catene di condivisione, l’illusione dell’anonimato, le conseguenze reali su chi subisce.
Un hackathon che parte dalla scuola e ritorna alla scuola
Il cuore del progetto di quest’anno porta il nome “Mirror Minds Hack” ed è stato lanciato dal Liceo “Daniele Crespi” di Busto Arsizio. L’idea non si esaurisce nell’evento finale: è un percorso a livelli, che combina momenti di formazione e fasi creative, fino alla progettazione vera e propria. In questo formato l’hackathon diventa palestra di competenze, perché impone di negoziare significati e soluzioni: cosa si intende per rispetto in rete, quali segnali riconoscere quando una presa in giro diventa persecuzione, come intervenire senza trasformarsi in spettatori passivi o, peggio, amplificatori.
Il valore aggiunto sta nel metodo. Mettere insieme classi e scuole diverse significa far emergere sensibilità differenti, lessici non sovrapponibili, contesti sociali che incidono sul modo di vivere le piattaforme. Per chi lavora su prevenzione e sicurezza digitale, queste differenze non sono dettagli: sono il terreno su cui una strategia può funzionare oppure fallire.
Graphic novel e linguaggi visivi: perché il racconto conta
Tra i pilastri dell’edizione 2025 c’è il lavoro creativo: le scuole hanno realizzato graphic novel dedicate al cyberbullismo. È un passaggio che merita attenzione, perché il linguaggio visivo, quando è costruito bene, riesce a rendere percepibili aspetti che spesso restano astratti: la progressione delle micro-aggressioni, la pressione del gruppo, il peso delle notifiche, il senso di isolamento, l’effetto di un commento ripetuto cento volte.
Durante la mattinata milanese verranno presentati i lavori degli studenti e premiate le proposte più meritevoli tra quelle sviluppate dai dodici istituti coinvolti. Non è una premiazione fine a sé stessa: è un modo per riconoscere la qualità del lavoro e, al tempo stesso, fissare un messaggio operativo. Se la prevenzione deve entrare davvero nella vita quotidiana delle comunità scolastiche, serve produrre contenuti che parlino ai coetanei con credibilità, senza moralismi e senza scorciatoie.
L’appuntamento è a Milano, in piazza Città di Lombardia 1, all’Auditorium “Testori”. Chi segue questi temi sa che i progetti più efficaci sono quelli capaci di trasformare un evento in un punto di partenza: l’auspicio è che i materiali prodotti – dalle graphic novel alle idee progettuali – circolino e vengano riutilizzati, perché l’educazione digitale non si esaurisce in una singola mattina, ma vive nella continuità.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to