Nevralgia del trigemino, dalla ricerca di base a una possibile terapia genica
28/01/2026
Il dolore neuropatico resta uno dei territori più complessi della medicina contemporanea. La nevralgia del trigemino, in particolare, è una patologia che incide in modo profondo sulla qualità della vita, con crisi dolorose improvvise e spesso resistenti ai trattamenti farmacologici tradizionali. In questo scenario si inserisce il progetto TREAT, sviluppato all’Università Statale di Milano e recentemente sostenuto da un finanziamento ERC Proof of Concept da 150mila euro. Un riconoscimento che non premia soltanto l’originalità scientifica, ma anche la capacità di immaginare un passaggio concreto verso l’applicazione clinica.
Alla guida del progetto c’è Anna Moroni, docente di Fisiologia, che con questo risultato raggiunge il quinto finanziamento ERC nel proprio percorso di ricerca. Un dato che racconta continuità, visione e una solida reputazione scientifica a livello europeo.
Un approccio radicalmente diverso al trattamento del dolore
Il cuore dell’innovazione proposta da TREAT sta nel bersaglio terapeutico. L’obiettivo non è attenuare il dolore agendo a valle, come avviene con molti farmaci oggi in uso, ma intervenire direttamente sulla causa biologica che lo genera: l’ipereccitabilità dei neuroni nocicettivi coinvolti nella trasmissione del segnale doloroso.
La strategia si basa su una terapia genica mirata che utilizza una proteina sensibile alla temperatura, un canale ionico progettato per essere attivato in modo controllato e non invasivo. Attraverso una lieve fonte di calore esterna, gestibile direttamente dal paziente, la proteina viene attivata inducendo una riduzione selettiva dell’attività neuronale patologica. Il punto di forza sta proprio qui: la possibilità di ridurre la trasmissione del dolore senza compromettere la normale funzione dei nervi, evitando così gli effetti collaterali tipici dei trattamenti più aggressivi.
Dal laboratorio al mercato: il ruolo dell’ERC Proof of Concept
Il finanziamento Proof of Concept dello European Research Council non è pensato per sostenere nuova ricerca di base, ma per verificare la fattibilità tecnologica e il potenziale applicativo di risultati già maturi. Nel caso di TREAT, questo significa consolidare i dati sperimentali e, allo stesso tempo, avviare un percorso di valorizzazione industriale.
Tra gli obiettivi dichiarati c’è infatti la creazione delle basi per una futura spin-off accademica, capace di portare la tecnologia fuori dal perimetro universitario e avvicinarla al mondo clinico e produttivo. Un passaggio delicato, che richiede competenze regolatorie, industriali e finanziarie, ma che rappresenta oggi una delle sfide centrali per la ricerca pubblica europea.
Una prospettiva concreta per milioni di pazienti
In Europa la nevralgia del trigemino colpisce circa un milione di persone. Numeri che spiegano perché progetti come TREAT attirino attenzione non solo scientifica, ma anche sociale. La possibilità di offrire un trattamento duraturo, modulabile dal paziente e potenzialmente più sicuro rispetto alle opzioni attuali apre uno spazio nuovo nella gestione del dolore neuropatico.
Il valore di questa ricerca non risiede soltanto nella tecnologia proposta, ma nel modello che incarna: ricerca di frontiera, sostegno europeo mirato, e una visione che tiene insieme conoscenza, applicazione e impatto reale. Un esempio di come l’università possa diventare un luogo di transizione, dove le idee scientifiche iniziano a trasformarsi in soluzioni.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to