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Orto Botanico di Brera, 250 anni di storia tra scienza, memoria e alberi monumentali

25/03/2026

Orto Botanico di Brera, 250 anni di storia tra scienza, memoria e alberi monumentali

Nel cuore di Milano, nascosto tra i palazzi e il tessuto fitto del centro storico, l’Orto Botanico di Brera continua a rappresentare una delle esperienze più singolari della città: un luogo di quiete e di studio, un giardino storico e insieme un museo a cielo aperto, capace di custodire il passato e di parlare con precisione al presente. La ricorrenza dei suoi 250 anni di attività come istituzione scientifica di alta formazione ha offerto l’occasione per tornare a riflettere sul valore di questo spazio, affidato alla gestione dell’Università degli Studi di Milano e divenuto, nel tempo, punto di riferimento non soltanto per la comunità accademica, ma anche per una cittadinanza sempre più numerosa e partecipe.

I numeri aiutano a comprendere la forza di questo legame: nel 2025 l’Orto Botanico di Brera ha superato i 338mila visitatori, confermando una crescita di interesse che non dipende soltanto dalla sua posizione centrale, ma dalla capacità di tenere insieme bellezza, divulgazione e contenuto scientifico. Su una superficie di circa 5mila metri quadrati, l’Orto ospita oltre 1.300 specie, tra cui numerose piante medicinali e specie utili, costruendo così un patrimonio vegetale che ha valore didattico, storico e naturalistico insieme.

I Ginkgo biloba, testimoni viventi di due secoli e mezzo

Per celebrare questo importante anniversario, l’Orto ha scelto di dedicare un convegno ai suoi due abitanti più emblematici: i maestosi esemplari di Ginkgo biloba, entrambi riconosciuti come alberi monumentali. Il convegno, dal titolo “I 250 anni dell'Orto Botanico di Brera. La storia attraverso gli alberi di Ginkgo biloba”, si è svolto il 20 marzo presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Palazzo Brera e ha permesso di approfondire non soltanto le caratteristiche botaniche della specie, ma anche il significato storico e culturale di questi due esemplari, presenti nel giardino da circa due secoli e mezzo.

La scelta di affidare proprio ai Ginkgo il racconto dell’anniversario appare particolarmente felice. Questi alberi, con la loro imponenza silenziosa e la loro straordinaria longevità, incarnano infatti il senso profondo del luogo: sono presenza viva, archivio naturale, memoria stratificata. Non rappresentano soltanto un elemento botanico di pregio, ma un vero punto di contatto tra le epoche attraversate dall’Orto, dalle sue origini fino alla sua attuale funzione di presidio scientifico e culturale.

Dopo i saluti istituzionali della rettrice Marina Brambilla, del direttore generale della Pinacoteca di Brera, Biblioteca Nazionale Braidense e Cenacolo Vinciano Angelo Crespi e dell’assessora all’Ambiente e al Verde del Comune di Milano Elena Grandi, il convegno ha accolto anche l’intervento di Paul Kenrick, principal researcher del Science Group del Natural History Museum, a conferma della rilevanza scientifica dell’appuntamento.

Un luogo che unisce tradizione illuminista, ricerca e funzione civica

Nelle parole della rettrice Marina Brambilla emerge con chiarezza la natura più autentica dell’Orto Botanico di Brera. Non soltanto un luogo suggestivo, ma uno spazio nel quale si rende visibile una precisa idea di sapere, radicata nella tradizione illuminista lombarda, che ha concepito la conoscenza come strumento di progresso sociale. Questa eredità culturale, ancora oggi, orienta la missione formativa e il ruolo civico dell’Università pubblica, alla quale l’Orto è affidato da molti anni.

Brera, da questo punto di vista, è molto più di un giardino storico: è una struttura nella quale si svolgono attività didattiche, progetti di ricerca, iniziative di divulgazione e percorsi che intrecciano storia, arte e scienza. Il riconoscimento ufficiale come Museo, arrivato nel 2005, ha ulteriormente rafforzato questa identità, collocando l’Orto dentro il patrimonio storico e culturale dell’Ateneo e rendendolo un luogo nel quale il sapere specialistico riesce a incontrare il pubblico con linguaggi accessibili e al tempo stesso rigorosi.

La sua storia, del resto, attraversa secoli di trasformazioni. Come ha ricordato Martin Kater, delegato della Rettrice per la Conservazione e la valorizzazione degli Orti botanici e dei musei dell’Università, le radici dell’Orto risalgono ai secoli XII e XIII, quando quest’area era luogo di meditazione e coltivazione per gli Umiliati e, in seguito, per i Gesuiti di Brera. Fu però tra il 1774 e il 1775, sotto il governo di Maria Teresa d’Austria, che lo spazio venne trasformato in un vero Orto Botanico. È proprio in quegli anni che i due Ginkgo arrivarono a Brera, diventando da allora parte integrante della sua identità.

Un patrimonio scientifico che continua a parlare alla città

Dal 1935 la gestione dell’Orto Botanico è affidata all’Università degli Studi di Milano, che ne ha consolidato la vocazione scientifica e divulgativa, mantenendo vivo il rapporto con la città. Questo legame appare oggi ancora più forte proprio perché Brera riesce a offrire ai visitatori un’esperienza rara: quella di un luogo in cui la bellezza non è separata dalla conoscenza, e in cui la visita non si esaurisce nella contemplazione, ma invita a comprendere, osservare, collegare.

Il professor Kater ha ricordato come i due storici esemplari di Ginkgo biloba rappresentino una testimonianza vivente dei due secoli e mezzo di storia di questo istituto scientifico milanese, tra i più antichi e prestigiosi ancora in attività. Il convegno ha voluto approfondire proprio la conoscenza di questa specie grazie al contributo di autorevoli studiosi del panorama nazionale e internazionale, chiudendo un percorso durato oltre un anno e costellato di attività pubbliche dedicate alla valorizzazione dell’Orto.

È in questa continuità tra ricerca, tutela e racconto pubblico che l’Orto Botanico di Brera conserva la sua forza più autentica. Non è un luogo sospeso fuori dal tempo, ma uno spazio che attraversa il tempo e lo rende leggibile, affidando agli alberi, alle collezioni e alla pratica scientifica il compito di mantenere aperto un dialogo fra passato e presente. Milano, in questo piccolo e prezioso giardino nascosto nel suo centro, continua ad avere un luogo in cui la storia vegetale, culturale e civile della città si mostra con una chiarezza rara e con una grazia che non ha bisogno di essere enfatizzata.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to