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Prodotti confezionati: ingredienti dannosi da evitare

16/02/2026

Prodotti confezionati: ingredienti dannosi da evitare

I prodotti confezionati fanno parte dell’alimentazione quotidiana di milioni di persone, per comodità, durata nel tempo e praticità di conservazione. Tuttavia, non tutti gli alimenti industriali sono uguali: la qualità dipende in larga misura dagli ingredienti utilizzati, dai processi di lavorazione e dalla quantità di additivi, zuccheri, grassi e sale presenti nella formulazione. Saper leggere un’etichetta e riconoscere gli ingredienti dannosi o potenzialmente problematici è uno strumento concreto per migliorare la qualità della dieta senza dover rinunciare completamente ai prodotti confezionati.

Quando si parla di ingredienti da evitare, non si fa riferimento a sostanze “velenose” in senso assoluto, ma a componenti che, se consumati con frequenza o in quantità elevate, possono contribuire a squilibri metabolici, aumento di peso, alterazioni cardiovascolari o disturbi gastrointestinali. L’impatto dipende dalla dose, dalla frequenza di consumo e dal contesto alimentare complessivo.

Comprendere quali ingredienti limitare significa anche distinguere tra reale rischio scientificamente documentato e allarmismo mediatico, concentrandosi su ciò che incide realmente sulla salute nel lungo periodo.

Zuccheri aggiunti e sciroppi: dove si nascondono

Uno degli ingredienti più problematici nei prodotti confezionati è rappresentato dagli zuccheri aggiunti. Non si tratta degli zuccheri naturalmente presenti in frutta o latte, ma di quelli inseriti durante la lavorazione per migliorare sapore, conservazione e consistenza.

Gli zuccheri possono comparire in etichetta con nomi diversi:

  • Zucchero

  • Sciroppo di glucosio

  • Sciroppo di fruttosio

  • Sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio

  • Destrosio

  • Maltosio

  • Saccarosio

Il problema non è solo la presenza dello zucchero, ma la sua quantità complessiva nella dieta. Un consumo eccessivo di zuccheri aggiunti è associato a aumento del rischio di obesità, diabete di tipo 2, carie dentale e alterazioni metaboliche.

Molti prodotti considerati “insospettabili”, come yogurt aromatizzati, cereali per la colazione, succhi di frutta industriali e salse pronte, possono contenere quantità elevate di zucchero. Leggere la tabella nutrizionale e verificare i grammi di zuccheri per 100 grammi di prodotto è un passaggio fondamentale.

Un’indicazione utile è controllare la posizione dello zucchero nella lista ingredienti: gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità. Se lo zucchero compare tra i primi posti, significa che è presente in quantità significativa.

Grassi idrogenati e oli di bassa qualità

I grassi rappresentano un’altra categoria da valutare con attenzione nei prodotti confezionati. In passato erano molto diffusi i grassi idrogenati, utilizzati per migliorare la consistenza e la durata dei prodotti da forno industriali. I grassi idrogenati possono contenere acidi grassi trans, associati a un aumento del rischio cardiovascolare.

Negli ultimi anni l’uso di grassi trans è stato fortemente ridotto o regolamentato, ma è comunque importante leggere l’etichetta. La dicitura “oli vegetali idrogenati” è un segnale da evitare.

Anche la qualità dell’olio utilizzato incide sul profilo nutrizionale del prodotto. Oli altamente raffinati o di scarsa qualità possono essere meno favorevoli rispetto a olio extravergine di oliva o oli con un profilo lipidico più equilibrato.

Nei prodotti da forno industriali, snack e merendine è frequente trovare miscele di oli vegetali non specificati. Quando l’etichetta riporta semplicemente “oli vegetali” senza indicare la tipologia, il consumatore non ha informazioni precise sulla qualità.

Limitare il consumo abituale di snack fritti, biscotti industriali e prodotti da forno ricchi di grassi saturi contribuisce a mantenere un profilo lipidico più equilibrato.

Sale in eccesso e sodio nascosto

Il sale è uno degli ingredienti più sottovalutati nei prodotti confezionati. L’eccesso di sodio nella dieta è collegato a ipertensione arteriosa e aumento del rischio cardiovascolare.

Il sodio non si trova solo nei cibi evidentemente salati, ma anche in prodotti come:

  • Pane confezionato

  • Salse pronte

  • Zuppe industriali

  • Piatti pronti

  • Formaggi fusi

  • Snack salati

La quantità di sale viene indicata nella tabella nutrizionale, generalmente espressa in grammi per 100 grammi di prodotto. Un valore superiore a 1,5 grammi di sale per 100 grammi è considerato elevato.

Oltre al sale da cucina, possono essere presenti additivi contenenti sodio, come glutammato monosodico o altri esaltatori di sapidità. Non tutti sono necessariamente dannosi, ma contribuiscono al carico complessivo di sodio.

Ridurre l’esposizione al sale industriale significa anche abituare il palato a sapori meno intensi, favorendo una dieta più equilibrata.

Additivi, coloranti e conservanti: quando preoccuparsi

Gli additivi alimentari sono sostanze utilizzate per migliorare conservazione, colore, consistenza o sapore. Sono identificati in etichetta con la sigla “E” seguita da un numero.

Non tutti gli additivi sono dannosi: molti sono stati valutati e approvati dalle autorità sanitarie entro limiti di sicurezza. Tuttavia, una lista ingredienti molto lunga e ricca di additivi può indicare un alto livello di trasformazione del prodotto.

Coloranti artificiali, dolcificanti intensivi e alcuni conservanti possono essere problematici in caso di consumo frequente o in soggetti sensibili. Nei bambini, ad esempio, l’esposizione a determinati coloranti è stata oggetto di attenzione per possibili effetti sul comportamento.

Un criterio pratico consiste nel privilegiare prodotti con una lista ingredienti breve e facilmente comprensibile. Quando l’elenco è molto lungo e include numerose sigle, il livello di lavorazione è generalmente elevato.

Questo non significa eliminare completamente ogni additivo, ma ridurre il consumo sistematico di prodotti ultra-processati.

Carni lavorate e nitriti

Nei prodotti confezionati a base di carne, come salumi e insaccati, possono essere presenti nitriti e nitrati utilizzati come conservanti e per mantenere il colore rosato del prodotto.

Il consumo frequente di carni lavorate è stato associato a un aumento del rischio di alcune patologie, motivo per cui è consigliabile limitarne la quantità nella dieta settimanale.

In etichetta i nitriti possono comparire come E249, E250, E251 o E252. La loro presenza non implica un rischio immediato, ma un consumo abituale e prolungato di carni processate è sconsigliato dalle principali linee guida nutrizionali.

Alternare con fonti proteiche fresche e meno trasformate rappresenta una scelta più equilibrata.

Come leggere correttamente un’etichetta alimentare

Per evitare ingredienti dannosi nei prodotti confezionati è fondamentale saper leggere l’etichetta in modo completo, non limitandosi alla parte frontale della confezione.

La lista ingredienti fornisce informazioni sulla composizione reale del prodotto. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso, quindi i primi sono quelli presenti in maggiore quantità.

La tabella nutrizionale permette di valutare:

  • Calorie per 100 grammi

  • Quantità di zuccheri

  • Grassi totali e saturi

  • Sale

Confrontare prodotti simili aiuta a scegliere la versione con meno zuccheri, meno sale e grassi di qualità migliore.

Un prodotto con pochi ingredienti, riconoscibili e familiari, è generalmente preferibile rispetto a uno con una composizione lunga e complessa.

Ridurre i prodotti ultra-processati nella dieta quotidiana

Il problema principale non è il consumo occasionale di un prodotto confezionato, ma la presenza costante di alimenti ultra-processati nella dieta quotidiana.

Una strategia efficace consiste nel:

  • Privilegiare alimenti freschi o minimamente trasformati

  • Cucinare più spesso a casa

  • Limitare snack industriali e bevande zuccherate

  • Scegliere versioni integrali e meno raffinate

Ridurre gradualmente l’esposizione a prodotti ricchi di zuccheri, sale e grassi saturi contribuisce a migliorare parametri come peso corporeo, pressione arteriosa e glicemia.

Essere consapevoli degli ingredienti dannosi nei prodotti confezionati non significa adottare un approccio estremamente restrittivo, ma sviluppare una maggiore capacità critica nelle scelte quotidiane. Una dieta equilibrata si costruisce attraverso la frequenza e la qualità delle scelte alimentari, non attraverso l’eliminazione totale di un singolo alimento.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to