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Reticolo idrico principale, la Lombardia rafforza l’alleanza con i Consorzi di bonifica

28/01/2026

Reticolo idrico principale, la Lombardia rafforza l’alleanza con i Consorzi di bonifica

La gestione dell’acqua, in Lombardia, non è più soltanto una questione tecnica. È diventata una leva di sicurezza territoriale, di tenuta agricola e di adattamento climatico. In questo quadro si inserisce la delibera approvata dalla Giunta di Regione Lombardia che definisce nuove intese operative e finanziarie con i Consorzi di bonifica Garda Chiese, Territori del Mincio e Media Pianura Bergamasca, affiancate dall’integrazione delle risorse già destinate ai Consorzi Est Ticino Villoresi e Muzza Bassa Lodigiana. Un atto che traduce in programmazione concreta l’impegno regionale sul reticolo idrico principale.

La proposta, avanzata dall’assessore a Enti locali e Utilizzo della risorsa idrica Massimo Sertori insieme agli assessori all’Agricoltura Alessandro Beduschi e al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi, approva un programma triennale di interventi che assegna compiti e responsabilità precise a ciascun Consorzio, riconoscendo il valore delle competenze maturate a livello locale.

Risorse e territori: un investimento mirato sulla sicurezza idraulica

Nel triennio 2026-2028, l’impegno finanziario regionale per le nuove intese con Garda Chiese, Territori del Mincio e Media Pianura Bergamasca ammonta a 4.750.000 euro. A questa cifra si aggiungono 600.000 euro, distribuiti nel biennio 2026-2027, a integrazione delle convenzioni già in essere con Est Ticino Villoresi e Muzza Bassa Lodigiana. Risorse che non finiscono in un contenitore indistinto, ma sono destinate ad azioni puntuali sul reticolo idrico principale di competenza regionale, secondo le esigenze dei singoli comprensori.

Sertori ha sottolineato come la collaborazione con i Consorzi consenta di intervenire in modo coerente con le caratteristiche dei territori, promuovendo uno sviluppo sostenibile e rafforzando la difesa del suolo. Un tema che assume un peso crescente alla luce dell’aumento degli eventi meteorologici estremi, che rendono indispensabile una manutenzione costante e una capacità di risposta rapida.

La cornice normativa e il ruolo dei Consorzi

Le intese si collocano dentro il perimetro della Legge regionale 4/2016, che attribuisce alla Regione funzioni chiave in materia di tutela della pubblica incolumità, salvaguardia idraulica, sorveglianza dei corsi d’acqua e gestione del Servizio di piena. Attraverso le convenzioni, i Consorzi diventano attuatori diretti di progettazione, manutenzione e interventi urgenti, oltre che soggetti chiamati a segnalare le necessità di manutenzione di invasi e a gestire le vasche di laminazione secondo protocolli approvati.

Per Beduschi, il coinvolgimento dei Consorzi è centrale soprattutto nei territori agricoli: il reticolo idrico incide sulla disponibilità della risorsa acqua e sulla continuità produttiva delle aziende. Programmare manutenzioni e riqualificazioni significa, in questa prospettiva, difendere il suolo e sostenere l’agricoltura lombarda valorizzando competenze tecniche radicate.

Comazzi ha rimarcato l’aspetto operativo dell’accordo: strumenti e fondi per interventi concreti, prevenzione dei rischi climatici e una gestione più efficiente di una risorsa strategica come l’acqua, con una programmazione chiara che consenta risposte tempestive alle comunità.

Il principio del “federalismo idrico”

Un elemento politico rilevante dell’atto riguarda la destinazione delle risorse: i fondi derivanti dai canoni per l’uso delle acque pubbliche vengono restituiti ai territori che li generano, per finanziare interventi locali. È l’applicazione del cosiddetto “federalismo idrico”, previsto dalla Legge regionale 6 del 29 giugno 2009, che punta a valorizzare la ricchezza idrica di ogni area rendendola motore di sicurezza e sviluppo.

Le intese, tutte di durata triennale, delineano così un modello di governance che prova a tenere insieme regia regionale e operatività territoriale. In una fase in cui l’acqua è sempre più una variabile critica, la scommessa è che programmazione, competenze locali e risorse dedicate possano trasformare la gestione del reticolo idrico in un fattore di resilienza per l’intera Lombardia.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to