Salvo Nugnes, il talento dell’arte nato dalla disciplina
di Redazione
06/10/2025
Da quasi quarant’anni Salvo Nugnes attraversa la scena culturale italiana con un passo che tiene insieme rigore e curiosità. Curatore d’arte, giornalista, scrittore e manager culturale, ha lavorato al fianco di personalità diversissime, da Vittorio Sgarbi a Katia Ricciarelli, da Margherita Hack a Francesco Alberoni. Il filo conduttore, racconta, è stata la coerenza: “ognuno di loro, pur con stili differenti, ha difeso un pensiero con fermezza”.
Il ruolo dell’artista nell’era digitale
Per Nugnes, l’artista non può più limitarsi a creare, ma deve imparare a comunicare, a interpretare i linguaggi di una società iperconnessa. “I social sono una vetrina potente, ma attenzione a non confondere la visibilità con il valore”, avverte. Eppure, al di là del rumore digitale, l’artista autentico resta colui che “riesce a parlare all’anima”.
Progetti, scrittura e incontri indimenticabili
Con Spoleto Arte e altre rassegne ha offerto a decine di artisti emergenti e affermati spazi di visibilità in musei, palazzi storici e contesti internazionali, convinto che “la cultura debba mostrarsi con dignità e aprirsi a un pubblico vero”. Come scrittore e reporter, vede nella parola un’estensione del dialogo: “scrivere significa lasciare una traccia che possa servire agli altri”.
Tra i momenti più intensi ricorda l’udienza privata con Papa Francesco e i lunghi colloqui con Alberoni, “viaggi dentro la psiche e le dinamiche umane”. Oggi guarda con fiducia a un ritorno di autenticità, soprattutto tra i giovani: “vedo fermento, nuove contaminazioni, linguaggi che cercano profondità”.
Ai ragazzi che vogliono entrare nel mondo dell’arte lascia un monito: “studia, lavora, ascolta: la cultura è un mestiere serio, fatto di passione ma anche di metodo e sacrificio”.
Articolo Precedente
Camper della prevenzione, a Milano il cuore di “Ottobre in rosa”