Scoperto un nuovo circuito cerebrale dell’attenzione visuo-spaziale: verso una neurochirurgia più sicura e personalizzata
05/02/2026
Un avanzamento rilevante nella comprensione del funzionamento del cervello umano arriva da uno studio condotto dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Nature Communications, ha identificato un nuovo circuito cerebrale chiave coinvolto nell’attenzione visuo-spaziale, aprendo prospettive concrete per una neurochirurgia oncologica più sicura, mirata e rispettosa delle funzioni cognitive.
Il lavoro è guidato dal professor Lorenzo Bello, ordinario dell’Università degli Studi di Milano e responsabile dell’Unità di Neurochirurgia Oncologica dell’IRCCS Galeazzi-Sant’Ambrogio. Lo studio si inserisce in un percorso di ricerca consolidato che unisce competenze cliniche, neuroscientifiche e tecnologiche, con l’obiettivo di superare i limiti tradizionali della chirurgia basata esclusivamente sull’anatomia.
Un “nodo” cerebrale cruciale per l’esplorazione dello spazio
I ricercatori hanno individuato, per la prima volta, uno specifico snodo funzionale situato nella regione frontale destra del cervello e le sue connessioni profonde, in particolare con il talamo. Questo circuito risulta fondamentale per l’esplorazione visiva dello spazio e per l’orientamento dell’attenzione verso stimoli rilevanti. La sua integrità è determinante per prevenire l’insorgenza della Negligenza Spaziale Unilaterale, una condizione neurologica altamente invalidante che compromette la percezione e l’interazione con una parte dello spazio circostante, riducendo drasticamente l’autonomia dei pazienti.
Lo studio ha coinvolto 210 pazienti ed è stato condotto in stretta collaborazione con il MoCA Laboratory (Motor, Cognition and Action Laboratory) del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Ateneo milanese, diretto dalla professoressa Gabriella Cerri.
Mappatura causale e chirurgia da svegli
Uno degli elementi più innovativi della ricerca è l’approccio di “mappatura causale convergente”, che integra neuroimaging avanzato, analisi computazionali basate su algoritmi di machine learning e osservazioni dirette raccolte durante interventi di chirurgia da svegli. Combinando risonanze magnetiche analizzate con tecniche di intelligenza artificiale e dati di stimolazione elettrica diretta del cervello, il team è riuscito a dimostrare in modo causale che il danneggiamento di questo circuito è all’origine dei deficit di attenzione spaziale osservati dopo l’intervento.
A supporto della pratica clinica è stato inoltre introdotto l’iVSAT (intraoperative Visuospatial Selective Attention Test), un test rapido ed efficace che consente di monitorare in tempo reale l’attenzione visuo-spaziale del paziente durante l’operazione. Questo strumento fornisce al neurochirurgo una guida funzionale dinamica, permettendo di orientare la resezione tumorale e di preservare reti neurali complesse che non sono identificabili sulla sola base anatomica.
Qualità di vita, oltre l’efficacia oncologica
La tutela delle funzioni cognitive emerge come obiettivo centrale della neurochirurgia moderna. Preservare i circuiti cerebrali significa consentire ai pazienti non solo di superare la malattia, ma di mantenere una qualità di vita elevata e la possibilità di tornare alle attività quotidiane. La scoperta di nuove mappe funzionali nelle regioni frontali del cervello fornisce ai neurochirurghi strumenti più sicuri per operare in aree un tempo considerate inoperabili.
Le implicazioni dello studio vanno oltre la sala operatoria. La nuova conoscenza dei meccanismi neurobiologici alla base dell’attenzione visuo-spaziale apre scenari rilevanti anche per la neuroriabilitazione, favorendo lo sviluppo di programmi sempre più personalizzati e fondati sulla plasticità cerebrale. Ricerca scientifica, chirurgia e riabilitazione convergono così in un approccio integrato alla cura del paziente neurologico, con l’obiettivo di preservarne nel tempo funzioni cognitive e autonomia.
Articolo Precedente
Maxi sequestro di droga a Milano: arrestato 35enne, denunciato il coinquilino
Articolo Successivo
Milano Cortina 2026, la vera eredità delle Olimpiadi è il movimento