Studio sulle iene del Pleistocene in Sicilia rivela nuovi dati sull’evoluzione dei carnivori
05/03/2026
Un team internazionale di ricercatori ha analizzato i reperti fossili provenienti dalla Grotta di San Teodoro, portando alla luce nuove informazioni sulla biologia e sul comportamento della Crocuta crocuta, uno dei principali predatori del Pleistocene.
Lo studio, guidato dalla Università degli Studi di Milano, è stato realizzato in collaborazione con Sapienza Università di Roma, il Museo della Fauna dell’Università di Messina, la Royal Holloway University of London e la University of Bristol.
La ricerca è stata pubblicata sulla Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia ed è disponibile in modalità open access.
Analisi dei fossili con tecnologie digitali avanzate
I ricercatori hanno utilizzato tecniche di imaging tridimensionale e tomografia computerizzata per analizzare i crani fossili senza danneggiarli.
Grazie a queste tecnologie è stato possibile:
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ricostruire modelli digitali tridimensionali del cervello delle iene fossili
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analizzare la forma delle diverse aree cerebrali
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studiare in dettaglio la morfologia degli animali
Secondo Dawid Iurino, primo autore dello studio, l’analisi ha evidenziato differenze significative rispetto alle iene africane moderne.
In particolare, nei fossili siciliani si osserva uno sviluppo meno marcato della corteccia frontale, una regione del cervello che nelle iene attuali è collegata alla gestione di comportamenti sociali complessi e alla vita in grandi clan gerarchici.
Questo elemento suggerisce che le iene che vivevano in Sicilia durante il Pleistocene potrebbero aver avuto strutture sociali differenti, probabilmente organizzate in gruppi più piccoli.
Adattamento all’ambiente insulare
Le analisi sui denti e sugli altri resti scheletrici indicano inoltre una taglia corporea leggermente ridotta rispetto alle iene continentali dello stesso periodo.
Secondo Alessio Iannucci, questa caratteristica rappresenta un chiaro esempio di adattamento evolutivo agli ambienti insulari, dove le risorse alimentari disponibili sono generalmente più limitate rispetto alle grandi aree continentali.
Questo fenomeno è noto in biologia evolutiva come “nanismo insulare”, un processo attraverso cui alcune specie sviluppano dimensioni corporee ridotte quando vivono in ambienti isolati.
La Sicilia come laboratorio evolutivo
Secondo Raffaele Sardella, i risultati dello studio mostrano come l’isolamento geografico possa influenzare profondamente l’evoluzione dei grandi carnivori.
Le iene di San Teodoro rappresentano infatti una testimonianza di come le specie possano modificare nel tempo:
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dimensioni corporee
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comportamento sociale
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strategie ecologiche
in risposta alle condizioni ambientali di un territorio isolato.
In questo contesto, la Sicilia del Pleistocene emerge come un vero laboratorio naturale per lo studio dei processi evolutivi.
Un sito chiave per lo studio del Pleistocene
La Grotta di San Teodoro, nel territorio di Acquedolci, è uno dei siti paleontologici più importanti del Mediterraneo per lo studio della fauna del Pleistocene.
Secondo Laura Bonfiglio, i resti fossili ritrovati nella grotta confermano il valore scientifico internazionale del sito.
Le nuove analisi digitali permettono oggi di studiare reperti raccolti decenni fa con tecnologie che non erano disponibili al momento della scoperta, aprendo nuove prospettive per comprendere l’evoluzione dei grandi predatori preistorici.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to