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Truffa agli anziani a Milano, arrestato un 32enne dopo tre giorni di pressioni telefoniche

09/04/2026

Truffa agli anziani a Milano, arrestato un 32enne dopo tre giorni di pressioni telefoniche

Tre giorni di telefonate, richieste sempre più pressanti, un copione studiato per insinuare paura e urgenza in una donna di 83 anni, fino al tentativo di ritiro di gioielli e denaro contante direttamente davanti alla porta di casa. È il quadro ricostruito dalla Polizia di Stato a Milano, dove un cittadino ucraino di 32 anni è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata commessa in concorso ai danni di un’anziana residente nella zona di corso Buenos Aires.

La vicenda mette a fuoco uno schema criminale ormai ben noto alle forze investigative: la vittima viene contattata più volte al telefono da persone che si qualificano falsamente come appartenenti alle Forze dell’Ordine o come figure legate a presunte procedure giudiziarie, con l’obiettivo di spingerla a consegnare beni di valore nel minor tempo possibile, senza lasciare spazio a verifiche, dubbi o richieste di aiuto a familiari e conoscenti.

Il raggiro costruito passo dopo passo

L’intervento degli agenti delle volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico è iniziato martedì 31 marzo, quando la donna ha contattato il 112 NUE dopo aver ricevuto una telefonata sospetta. Dall’altra parte del telefono, un uomo si era presentato come un appartenente alle Forze dell’Ordine, sostenendo, con motivazioni poco chiare, di dover visionare i gioielli custoditi nell’abitazione in relazione a un ipotetico risarcimento, collegato a una denuncia che sarebbe stata presentata nei suoi confronti.

Un pretesto confuso, ma efficace nel suo intento: generare allarme, creare uno squilibrio emotivo e indurre la vittima a ritenere necessaria una collaborazione immediata. Il giorno successivo, mercoledì 1 aprile, la pressione si è intensificata. L’83enne ha ricevuto una nuova telefonata, durante la quale le sono state impartite istruzioni più precise per la consegna dei gioielli e del denaro contante in suo possesso, con la promessa implicita di evitare conseguenze sul piano giuridico.

Il meccanismo, in casi di questo tipo, segue quasi sempre una regia accurata: prima si semina il timore, poi si attribuisce credibilità alla richiesta attraverso il richiamo a istituzioni pubbliche, infine si introduce l’urgenza. È in questa fase che molte vittime, soprattutto se anziane e sole in casa, finiscono per cedere, convinte di trovarsi davanti a un passaggio obbligato o a una formalità da sbrigare in fretta.

L’intervento della polizia e il blocco sul pianerottolo

Giovedì 2 aprile, nel primo pomeriggio, la donna è stata nuovamente contattata. Questa volta la consegna dei preziosi doveva avvenire a favore di un presunto rappresentante delle Forze dell’Ordine, che di lì a poco si sarebbe presentato direttamente sul pianerottolo dell’abitazione. La vittima, attenendosi a quanto concordato nel corso delle telefonate precedenti, ha consegnato una busta contenente quanto richiesto.

Il passaggio decisivo, però, era già stato predisposto dagli agenti, che si trovavano appostati nell’abitazione della signora dopo aver monitorato le ripetute e insistenti chiamate dei truffatori. Subito dopo la consegna, il 32enne è stato immediatamente bloccato dai poliziotti e arrestato.

L’episodio conferma quanto la tempestività della segnalazione possa cambiare radicalmente l’esito di un tentativo di truffa. La chiamata al numero di emergenza, effettuata già al primo contatto sospetto, ha consentito agli investigatori di seguire l’evoluzione del raggiro, proteggere la vittima e intervenire nel momento più delicato, quello in cui il disegno criminoso stava per tradursi nell’appropriazione materiale dei beni.

Resta, sullo sfondo, un dato che merita attenzione: chi organizza questi raggiri sceglie spesso persone anziane perché più esposte all’isolamento domestico, più vulnerabili a richieste formulate con tono autoritario e, talvolta, meno inclini a mettere in discussione la parola di chi si presenta come rappresentante dello Stato.

Per questa ragione, la prevenzione continua a passare anche dall’informazione, dalla rete familiare e dalla diffusione di un messaggio semplice: nessuna Forza dell’Ordine chiede denaro, gioielli o beni da consegnare a domicilio per evitare problemi giudiziari. Quando una richiesta del genere arriva al telefono, il dubbio non basta; serve fermarsi e chiamare subito aiuto.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to