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Tumori delle corde vocali, scoperto il meccanismo che rende il tessuto invasivo

08/04/2026

Tumori delle corde vocali, scoperto il meccanismo che rende il tessuto invasivo

Un tessuto nato per proteggere, compatto e stabile, può perdere la propria rigidità e assumere un comportamento fluido, fino a favorire l’invasione tumorale. È attorno a questo passaggio decisivo che si concentra una ricerca dell’Università degli Studi di Milano e di IFOM, appena pubblicata sulla rivista Advanced Science, che individua per la prima volta il programma molecolare capace di governare la cosiddetta transizione di fase nel carcinoma delle corde vocali e in altri tumori squamocellulari.

Il risultato aggiunge un tassello importante alla comprensione dei meccanismi che regolano la diffusione della malattia. Il punto di partenza è una condizione fisiologica ben precisa: nei tessuti epiteliali sani le cellule sono strettamente aderenti tra loro e formano una barriera solida, uno stato che in fisica viene definito jammed, cioè bloccato. In questa configurazione il movimento è limitato e la funzione protettiva del tessuto viene preservata anche sotto stress meccanici continui, come quelli prodotti dalla fonazione o dalla respirazione. Il tumore, però, per avanzare deve rompere questo equilibrio.

Il passaggio da tessuto solido a massa fluida

Secondo quanto emerso dallo studio, le cellule tumorali delle corde vocali non si limitano a reagire passivamente alle sollecitazioni fisiche, ma attivano un vero e proprio programma molecolare che consente loro di passare allo stato unjammed, cioè fluido. Questo cambiamento modifica la natura del tessuto e rende possibile un movimento collettivo coordinato, descritto dai ricercatori come simile a quello di uno stormo in volo. In altre parole, le cellule smettono di comportarsi come elementi fermi di una struttura compatta e iniziano a muoversi come parte di una massa dinamica, con un’evidente maggiore capacità invasiva.

A guidare la ricerca sono stati Giorgio Scita, docente di Patologia Generale all’Università Statale di Milano e direttore di laboratorio in IFOM, insieme alla prima autrice Hind Abdo. Il gruppo ha utilizzato strumenti avanzati, tra cui imaging in tempo reale ed editing genomico CRISPR-Cas9, per ricostruire con precisione il meccanismo alla base di questa trasformazione.

Il ruolo di EGF, AREG e delle connessine

Il cuore della scoperta riguarda l’azione dei fattori di crescita EGF e AREG, che funzionano come interruttori biologici capaci di attivare le connessine Cx26 e Cx31. Si tratta di proteine che formano canali di comunicazione tra cellule adiacenti e permettono lo scambio di segnali e fluidi. Quando queste proteine vengono espresse, le cellule iniziano a oscillare nel volume in modo sincronizzato, liquefacendo il tessuto e rendendolo più mobile. Al contrario, la loro eliminazione genetica interrompe nettamente il movimento invasivo.

Il valore della scoperta sta proprio nell’aver dimostrato che questo passaggio è regolato da un controllo molecolare preciso. Non si tratta, dunque, di una conseguenza meccanica generica della crescita tumorale, ma di un programma biologico definito, capace di trasformare un tessuto solido in una struttura fluida e aggressiva. È un punto che, dal punto di vista scientifico, segna un avanzamento notevole nella lettura dei processi metastatici.

La rilevanza clinica del lavoro è rafforzata dai dati che mostrano come un’elevata presenza di Cx26 sia associata a una minore sopravvivenza nei pazienti. Le cellule del carcinoma delle corde vocali sembrano infatti mantenere livelli elevati di connessine in modo costante, caratteristica che le renderebbe particolarmente predisposte alla diffusione. Da qui si apre una prospettiva terapeutica concreta: esistono già inibitori delle connessine che, in futuro, potrebbero essere valutati per impedire la transizione verso lo stato fluido e contenere la capacità invasiva della malattia.

Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC e dall’Unione Europea attraverso un progetto ERC-Synergy, offre quindi una chiave nuova per leggere il comportamento dei tumori squamocellulari. Comprendere come il tumore cambi stato fisico, e soprattutto come questo cambiamento venga acceso a livello molecolare, significa avvicinarsi a strategie di intervento più mirate, in grado di colpire uno dei momenti più delicati della progressione tumorale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.