Tumori in Europa: nel 2026 la mortalità cala, e il polmone femminile smette di crescere
26/01/2026
Per la prima volta dopo oltre un quarto di secolo di aumento quasi continuo, la mortalità per tumore del polmone tra le donne dell’Unione europea mostra un segnale che pesa più di tanti slogan: la curva tende a stabilizzarsi. Le stime per il 2026 indicano un valore intorno a 12,5 decessi ogni 100.000 donne, con un calo di circa il 5% rispetto al triennio 2020–2022; nel complesso europeo, la tendenza favorevole riguarda soprattutto le fasce più giovani, mentre oltre i 65 anni l’andamento resta problematico. Lo scenario emerge dallo studio “European cancer mortality predictions for the year 2026”, pubblicato su Annals of Oncology, coordinato dall’Università Statale di Milano con la collaborazione delle Università di Bologna e Parma e con il sostegno di Fondazione AIRC.
Il dato chiave: polmone femminile in frenata, ma non ovunque
Il tumore del polmone rimane la prima causa di morte per cancro nell’UE, in uomini e donne, ma le traiettorie dei due sessi continuano a divergere: tra gli uomini i tassi scendono in modo più marcato, mentre tra le donne — dopo anni di rincorsa — si intravede un punto di svolta. Gli autori collegano questo passaggio alle diverse “storie” del fumo: in diversi Paesi le donne hanno iniziato più tardi rispetto agli uomini e, in alcuni contesti, hanno smesso più tardi, spostando in avanti gli effetti sulla mortalità.
Il lavoro segnala anche un’eccezione rilevante: la Spagna, dove la mortalità femminile per tumore del polmone non segue la stessa dinamica di stabilizzazione osservata nel quadro complessivo.
Le stime complessive: meno tassi, più decessi assoluti per effetto dell’età
Sul fronte generale, nel 2026 nell’UE sono attesi circa 1.230.000 decessi per tutti i tumori. In termini di tasso standardizzato per età, la previsione è di 114,1 per 100.000 negli uomini (−7,8% rispetto al 2020–2022) e 74,7 per 100.000 nelle donne (−5,9%). Il paradosso, già noto agli epidemiologi, resta intatto: i tassi migliorano, ma il numero assoluto dei decessi può crescere lievemente perché la popolazione invecchia.
Tra le note stonate, gli autori indicano aumenti selettivi: tumore del pancreas nelle donne nell’UE (stimato in crescita) e mortalità femminile per colon-retto nel Regno Unito (stimata in aumento).
Prevenzione: tabacco, obesità e screening restano i tre snodi decisivi
Lo studio insiste su un punto che, nella pratica, separa i miglioramenti strutturali dagli exploit momentanei: il controllo del tabacco continua a essere la leva più efficace contro il tumore del polmone e incide anche su altre sedi tumorali. Gli autori richiamano misure concrete — tassazione, divieti pubblicitari, ampliamento delle aree smoke-free, servizi di supporto alla cessazione — come strumenti capaci di ridurre disuguaglianze territoriali e sociali. In parallelo, indicano la necessità di lavorare su sovrappeso/obesità, consumo di alcol e sull’adesione agli screening (cervice uterina, mammella, colon-retto), dove differenze tra Paesi e gruppi sociali continuano a tradursi in esiti diversi.