Valcamonica, via libera alla strategia regionale contro lo spopolamento
31/03/2026
Regione Lombardia compie un nuovo passo nella politica di rilancio delle aree interne approvando, in Giunta, lo schema di Accordo di collaborazione per l’attuazione della Strategia “C6 Vallecamonica?!”, destinata all’Area Interna della Valcamonica. Il provvedimento si inserisce nel quadro dell’Agenda del controesodo 2021-2027 e della Strategia Nazionale per le Aree Interne, strumenti costruiti per contrastare lo spopolamento e rafforzare i servizi essenziali nei territori che convivono con fragilità geografiche e demografiche. La proposta porta la firma dell’assessore regionale a Enti locali e Montagna, Massimo Sertori, e definisce una cornice operativa che punta a tradurre la programmazione in interventi concreti.
La Strategia d’Area individua nella Comunità Montana di Valle Camonica il soggetto capofila e coinvolge un’ampia rete di Comuni distribuiti lungo tutta la valle, da Darfo Boario Terme a Edolo, da Bienno a Capo di Ponte, fino ai centri dell’alta Valcamonica come Temù, Vezza d’Oglio e Vione. L’impostazione del piano risponde a una logica precisa: non agire per singoli episodi o misure scollegate, ma costruire un sistema di interventi capace di affrontare in modo organico le ragioni profonde della perdita di popolazione, del ridimensionamento dei servizi e della difficoltà di rendere attrattivi questi territori soprattutto per giovani e famiglie.
Un’intesa che mette insieme fondi europei, nazionali e programmazione regionale
Secondo quanto sottolineato dall’assessore Sertori, l’intesa sarà attuata con la sottoscrizione dell’Accordo con il soggetto capofila, in coerenza con la programmazione regionale e comunitaria. Il dato più rilevante riguarda la dotazione finanziaria: 10 milioni di euro messi a disposizione da Regione Lombardia, composti da risorse dei programmi europei FESR e FSE+ nell’ambito dell’Agenda del controesodo, a cui si aggiungono 4 milioni di euro di fondi nazionali CIPESS legati alla Strategia Nazionale per le Aree Interne.
La struttura della misura allarga inoltre la platea dei beneficiari. Potranno accedere agli interventi gli enti locali, quindi Comunità Montane, Unioni di Comuni e singoli Comuni, ma anche altri soggetti come il Consorzio Forestale, le micro, piccole e medie imprese e gli enti del terzo settore presenti nell’Area Interna. È un elemento che restituisce il senso dell’operazione: la tenuta di un territorio fragile non dipende da una sola leva, ma dall’intreccio tra servizi pubblici, economia locale, qualità dell’abitare e capacità di costruire opportunità stabili.
Quattro assi di intervento per rendere la valle più attrattiva
La Strategia “C6 Vallecamonica?!” si sviluppa lungo quattro grandi ambiti di azione: Comunità, Mobilità, Territorio e biodiversità, Lavoro e famiglia. Dentro questi assi si muove un pacchetto articolato di progetti che mira a rafforzare l’attrattività della valle e a migliorare in modo strutturale la qualità della vita di chi la abita. Il punto di partenza è la resilienza dei borghi, attraverso la riqualificazione e l’efficientamento energetico di edifici pubblici come ex scuole, asili e municipi, destinati a tornare alla cittadinanza come centri di comunità e presìdi di servizio.
Si tratta di un’impostazione che assegna agli spazi pubblici una funzione strategica: non semplici immobili da recuperare, ma luoghi da restituire alla vita sociale e amministrativa dei paesi, con l’obiettivo di rafforzare la presenza di servizi di prossimità e di creare punti di riferimento nelle comunità più esposte alla marginalità. In territori di montagna o di valle, dove la distanza dai poli principali può tradursi in isolamento, la disponibilità di servizi accessibili e ben distribuiti resta una condizione decisiva per trattenere residenti e attirarne di nuovi.
Mobilità, scuola e impresa al centro della strategia
Un’altra direttrice fondamentale è quella della mobilità, interpretata come diritto effettivo di accesso ai servizi. Il piano prevede il potenziamento del trasporto sociale con il progetto “Io viaggio in Valle Solidale” e investimenti sulla rete ciclopedonale di collegamento tra la Ciclovia dell’Oglio e le dorsali vallive, con una doppia finalità: migliorare gli spostamenti interni e sostenere una fruizione turistica più equilibrata e sostenibile. In questo modo la mobilità viene letta non soltanto come questione infrastrutturale, ma come fattore di coesione territoriale e qualità della vita.
Accanto a questo, la Strategia punta sulla valorizzazione del territorio e sulla sostenibilità ambientale, con interventi di tutela della biodiversità e di recupero di manufatti rurali tradizionali. Il quadro si completa con le misure dedicate al sistema economico e alle famiglie: riqualificazione degli edifici scolastici, considerati presìdi essenziali contro lo spopolamento, e sostegno alle MPMI per l’innovazione e la transizione ecologica. È qui che il progetto assume il suo significato più pieno, perché lega il rilancio della valle alla possibilità concreta di lavorare, studiare, muoversi e costruire percorsi di vita stabili senza essere costretti a lasciare il territorio.
Nelle parole dell’assessore Sertori, l’obiettivo è accompagnare la Valcamonica in un percorso di rilancio e valorizzazione, rendendo queste aree più attrattive e più capaci di generare prospettive nel tempo. La scommessa è tutta qui: trasformare una strategia amministrativa in una leva reale di permanenza, crescita e fiducia per comunità che chiedono servizi, occasioni e una visione di futuro credibile.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.