Imballaggi e circolarità, l’accordo tra Confcommercio e Versalis accelera la transizione
07/04/2026
La gestione degli imballaggi plastici entra in una fase decisiva per il sistema distributivo italiano, sospinta da un quadro normativo europeo che non lascia margini di rinvio. Il Protocollo d’intesa firmato tra Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza e Versalis, società chimica del gruppo Eni, si inserisce in questo passaggio come uno strumento operativo pensato per accompagnare le imprese verso modelli più sostenibili, evitando soluzioni improvvisate o interventi tardivi.
Un quadro normativo che impone scelte immediate
Il Regolamento UE 2025/40 introduce un cambio di paradigma: entro il 2030 gli imballaggi dovranno rispettare criteri stringenti, riducendo in modo significativo l’impiego di plastica di origine fossile. Un obiettivo che implica non soltanto l’adozione di nuovi materiali, ma una revisione complessiva delle filiere produttive e logistiche.
In questo scenario, la pianificazione assume un valore strategico. Le imprese della grande distribuzione organizzata, per dimensioni e volumi gestiti, si trovano esposte in prima linea. Il Protocollo triennale – con scadenza fissata al 30 novembre 2028 – nasce proprio per fornire un percorso strutturato, in grado di coniugare conformità normativa e sostenibilità economica.
Dal rifiuto alla materia prima: il modello proposto
Il cuore dell’accordo risiede in un sistema che trasforma il rifiuto in risorsa. Versalis mette a disposizione delle aziende associate un servizio integrato: ritiro degli imballaggi plastici da smaltire e fornitura di nuovi materiali ottenuti da processi di riciclo avanzato. Una logica circolare che consente di chiudere il ciclo, riducendo la dipendenza da materie prime vergini.
Tra le tecnologie sviluppate, spicca Hoop®, basata su un processo di pirolisi che consente di convertire plastiche miste in nuove materie prime idonee anche per applicazioni sensibili, come il packaging alimentare o farmaceutico. A questa si affiancano impianti di riciclo meccanico, come quello attivo a Marghera per i polimeri stirenici, che contribuiscono a diversificare le soluzioni disponibili.
L’approccio non si limita a una gestione più efficiente dei rifiuti: introduce un meccanismo in cui il valore della plastica recuperata può compensare l’acquisto di nuovi imballaggi conformi alle normative europee. Un passaggio che, se consolidato, potrebbe incidere in modo significativo sui costi operativi delle imprese.
Un progetto che parte dalla Gdo e guarda ad altre filiere
Nella fase iniziale, l’accordo si rivolge in modo diretto alla grande distribuzione, settore caratterizzato da elevati flussi di imballaggi e da una crescente pressione sul fronte della sostenibilità. L’obiettivo è costruire un modello replicabile, capace di estendersi successivamente ad altre filiere produttive, tra cui quella lattiero-casearia.
Il Protocollo prevede inoltre attività informative e momenti di confronto con le imprese, indispensabili per tradurre le linee guida in pratiche operative. La transizione verso un sistema più circolare richiede infatti competenze, consapevolezza e un dialogo costante tra attori pubblici e privati.
La portata dell’intesa va oltre il singolo accordo territoriale: indica una direzione in cui la gestione dei rifiuti non rappresenta più un costo inevitabile, ma una leva per generare valore e competitività, in linea con gli standard europei che stanno ridefinendo il mercato.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to