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Incendi boschivi, nasce FIRE-BOX: mappe e database nazionale

27/08/2026

Incendi boschivi, nasce FIRE-BOX: mappe e database nazionale

Una classificazione nazionale dei combustibili vegetali, un database degli incendi avvenuti in Italia dal 2007 al 2024 e un atlante pilota del rischio applicato a sei parchi nazionali. Sono alcuni dei principali risultati di FIRE-BOX, progetto coordinato dall’Università Statale di Milano per fornire a tecnici, amministrazioni ed enti gestori strumenti omogenei con cui analizzare il comportamento potenziale del fuoco e programmare gli interventi di prevenzione.

Una base nazionale per studiare vegetazione e propagazione del fuoco

Il progetto nasce da un problema concreto: in Italia i dati relativi a combustibili vegetali, incendi passati ed elementi esposti al rischio sono spesso raccolti con metodologie differenti, rendendo difficile confrontare situazioni appartenenti a regioni diverse. FIRE-BOX prova a ridurre questa frammentazione mettendo a disposizione una vera e propria cassetta degli attrezzi nazionale, con banche dati, rapporti tecnici e mappe consultabili dai soggetti impegnati nella prevenzione.

Il lavoro è coordinato dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Una delle prime attività ha riguardato i combustibili vegetali, quindi erba, arbusti, lettiera e biomassa legnosa che possono alimentare un incendio. La loro quantità, disposizione e natura incidono infatti sulla velocità con cui le fiamme possono avanzare e sull’intensità raggiunta dal fronte del fuoco. Il progetto ha elaborato una classificazione nazionale dei tipi di combustibile, corredata da schede descrittive, un protocollo comune di campionamento e una banca dati.

Un database raccoglie gli incendi dal 2007 al 2024

La classificazione è stata trasformata anche in mappe nazionali capaci di descrivere in maniera uniforme le coperture vegetali e di associare a ciascuna tipologia i parametri necessari per simulare la possibile evoluzione di un incendio. Gli strumenti possono essere utilizzati per confrontare territori differenti e individuare le aree nelle quali programmare interventi di gestione della vegetazione.

Il secondo grande risultato riguarda il database nazionale degli incendi registrati tra il 2007 e il 2024. A ogni evento vengono associate informazioni meteorologiche, indici di pericolo, dati sulla severità degli effetti prodotti sulla vegetazione e stime delle emissioni generate dalla combustione.

Questa base informativa permette di studiare dove e in quali condizioni si sono sviluppati gli episodi più rilevanti, mettendo in relazione incendi, clima, vegetazione e utilizzo del suolo. Le stime delle emissioni consentono inoltre di quantificare il carbonio e gli altri composti rilasciati durante la combustione della biomassa, integrando maggiormente il fenomeno degli incendi nelle analisi ambientali e climatiche.

WebGIS per valutare pericolosità, vulnerabilità ed esposizione

FIRE-BOX ha sviluppato anche un’applicazione WebGIS che utilizza i dati territoriali e i modelli elaborati dal progetto. Il sistema consente di costruire simulazioni della propagazione potenziale del fuoco distinguendo quattro elementi: pericolosità dell’incendio, vulnerabilità, esposizione e rischio risultante.

Una particolare attenzione è rivolta alle aree di interfaccia urbano-foresta, dove abitazioni e infrastrutture si trovano a diretto contatto con vegetazione potenzialmente infiammabile. Le analisi possono essere utilizzate per individuare priorità di prevenzione, programmare interventi sui combustibili vegetali nelle vicinanze degli insediamenti e rafforzare la pianificazione di protezione civile. I modelli producono scenari utili alla programmazione e non costituiscono previsioni in tempo reale del comportamento di uno specifico incendio.

Atlante sperimentale in sei parchi nazionali

Gli strumenti sono stati applicati nei parchi nazionali di Val Grande, Stelvio, Appennino Tosco-Emiliano, Gargano, Pollino e Maddalena. Per queste aree è stato realizzato un atlante con mappe dedicate a simulazione, pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio. Gli enti gestori possono così individuare le zone nelle quali un incendio potrebbe produrre gli effetti più rilevanti e valutare dove concentrare monitoraggio, interventi selvicolturali e altre misure preventive.

Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e pianificazione forestale all’Università Statale di Milano e coordinatore del progetto, ha evidenziato la necessità di considerare insieme combustibili, possibile propagazione delle fiamme e presenza di persone, infrastrutture ed ecosistemi. FIRE-BOX mette ora a disposizione una base comune aperta e aggiornabile, pensata per trasformare le informazioni raccolte in decisioni operative sui territori maggiormente esposti.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to