Influenza aviaria H9N2, primo caso umano in Europa: la risposta della sanità lombarda
07/04/2026
Un caso isolato, ma carico di implicazioni sul piano della sorveglianza sanitaria. Il 25 marzo 2026 in Lombardia è stata confermata la prima infezione umana in Europa da virus influenzale aviario A(H9N2), rilevata in un viaggiatore rientrato da un Paese extraeuropeo dove il virus circola già in ambito animale. L’episodio, segnalato anche dall’ECDC, ha immediatamente attivato i protocolli di contenimento e monitoraggio, in una fase in cui la rapidità delle risposte rappresenta un fattore determinante.
Un caso sotto controllo e una rete di sorveglianza attiva
Il paziente, con condizioni cliniche pregresse, è attualmente ricoverato in isolamento e sottoposto a trattamento. Parallelamente, le autorità sanitarie hanno avviato attività di contact tracing e indagini epidemiologiche e microbiologiche, con l’obiettivo di escludere eventuali trasmissioni secondarie.
In questo contesto, un ruolo centrale è stato svolto dal Laboratorio di Virologia del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, centro di riferimento regionale per la sorveglianza dei virus respiratori. Il laboratorio, diretto dalla professoressa Elena Pariani, rappresenta uno dei nodi principali della rete di monitoraggio, grazie a un’organizzazione che coniuga precisione scientifica e tempestività operativa.
Le analisi sono state condotte mediante tecniche molecolari avanzate, capaci di identificare rapidamente l’agente patogeno e fornire indicazioni utili per le decisioni cliniche e di sanità pubblica. Un approccio che consente di intervenire in tempi rapidi, riducendo i margini di incertezza nelle fasi iniziali.
Sequenziamento e innovazione: strumenti chiave per la prevenzione
Negli ultimi anni il laboratorio ha rafforzato le proprie capacità attraverso l’adozione di tecnologie di sequenziamento genomico, oggi fondamentali per comprendere le caratteristiche dei virus emergenti. Nel caso dell’H9N2, il sequenziamento è stato completato in tempi particolarmente rapidi, permettendo una caratterizzazione dettagliata del profilo genetico del virus.
Queste informazioni risultano decisive non solo per la gestione immediata del caso, ma anche per il monitoraggio dell’evoluzione virale e la valutazione di eventuali rischi futuri. La capacità di integrare dati clinici, epidemiologici e genetici rappresenta uno degli elementi più avanzati della risposta sanitaria contemporanea.
L’esperienza maturata durante la pandemia da COVID-19 ha contribuito a consolidare competenze e infrastrutture, rendendo oggi più efficiente il coordinamento tra ricerca e sanità pubblica. Un patrimonio che si traduce in una maggiore prontezza nell’affrontare eventi emergenti, anche quando si tratta di episodi isolati.
Il contributo del team coordinato da Elena Pariani, insieme alla collaborazione con istituzioni sanitarie e accademiche, conferma il ruolo strategico della ricerca applicata nella prevenzione. In uno scenario globale in cui le zoonosi rappresentano una variabile costante, la capacità di intercettare tempestivamente nuovi casi resta uno degli strumenti più efficaci per contenere i rischi.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.