Caricamento...

Milano Blog Logo Milano Blog

Milano, 30 immobili tornano al Comune: 170 case e 40 ettari

29/07/2026

Milano, 30 immobili tornano al Comune: 170 case e 40 ettari

Trenta immobili ceduti tra il 2007 e il 2010 ai fondi gestiti da BNP Paribas tornano nella piena disponibilità del Comune di Milano. Il passaggio è stato formalizzato con il rogito firmato dalla Direzione Demanio e Patrimonio. Il portafoglio, oggi stimato in circa 35 milioni di euro, comprende 170 appartamenti, edifici storici destinati ad attività associative, spazi per servizi e circa 40 ettari di terreni agricoli.

Gli appartamenti entreranno nel Piano Straordinario Casa

La parte residenziale sarà utilizzata per rafforzare il Piano Straordinario Casa di Palazzo Marino. I circa 170 alloggi rientrati nel patrimonio comunale, alcuni dei quali attualmente liberi, contribuiranno ad ampliare l’offerta di abitazioni destinate alla locazione accessibile.

Il Comune potrà ora programmare direttamente il recupero e l’assegnazione degli appartamenti, valutando le condizioni degli edifici e gli interventi necessari per renderli disponibili. Il ritorno alla proprietà pubblica permette infatti di sottrarre questi beni alla priorità di vendita prevista dalla gestione dei fondi immobiliari e di collegarli alle politiche abitative cittadine.

«Il patrimonio comunale non è un portafoglio finanziario: è uno degli strumenti con cui una città costruisce casa, lavoro, servizi e comunità», ha dichiarato l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa Emmanuel Conte.

Secondo l’assessore, l’operazione chiude una fase nella quale gli immobili pubblici venivano gestiti prevalentemente attraverso strumenti finanziari orientati alla dismissione. La nuova impostazione prevede invece una valutazione specifica per ciascun bene, in base alla sua posizione, alle caratteristiche strutturali e alle esigenze dei quartieri.

Confermata la funzione sociale degli edifici di Affori e Crescenzago

Tra gli immobili recuperati figurano l’ex Municipio di Crescenzago e una palazzina dei primi del Novecento ad Affori. Entrambi gli edifici ospitano sedi dell’Anpi e di altre associazioni radicate nel territorio.

L’amministrazione ha annunciato che la loro funzione pubblica e sociale sarà preservata e rafforzata. Gli interventi di valorizzazione terranno conto delle richieste formulate dai Municipi, dalle associazioni e dalle comunità locali, mantenendo il legame costruito nel tempo tra gli immobili e la vita dei quartieri.

Il portafoglio comprende anche spazi utilizzabili per servizi pubblici o iniziative collettive. La disponibilità diretta consentirà al Comune di definire destinazioni coerenti con le necessità delle diverse zone, senza dover subordinare le scelte all’obiettivo della vendita.

Un capitolo specifico riguarda i circa 40 ettari di terreni agricoli. Palazzo Marino intende valorizzarli come risorsa produttiva, ambientale e sociale, attraverso progetti dedicati all’agricoltura, alla manutenzione del territorio e alla collaborazione con imprese, cooperative e organizzazioni del Terzo settore.

Nel 2007 cedute 141 proprietà per 355 milioni

L’operazione riporta in senso inverso una parte della dismissione avviata dall’amministrazione guidata dall’allora sindaca Letizia Moratti. Tra il 2007 e il 2010 furono conferite 141 proprietà comunali, per un valore complessivo di 355 milioni di euro, ai fondi Milano I e Milano II gestiti da BNP Paribas.

Negli anni successivi gran parte del patrimonio è stata progressivamente venduta. Tra le operazioni più rilevanti figurano il palazzo di Porta Romana 8, ceduto per 37 milioni di euro, e l’immobile di via Bagutta, venduto per 26 milioni. Altri beni si trovavano in corso XXII Marzo, via Mascagni, via Morigi, corso Como, via Scaldasole e via Anfiteatro.

I trenta immobili rimasti nei fondi costituiscono il portafoglio residuo dell’operazione. Il percorso per riportarli al Comune è stato avviato con una delibera proposta da Conte e approvata dal Consiglio comunale nel 2022.

La procedura amministrativa e patrimoniale è proseguita durante il mandato fino alla firma del rogito. Da questo momento gli uffici comunali potranno predisporre i programmi di utilizzo, gli eventuali lavori di riqualificazione e le modalità di assegnazione degli spazi.

Dal patrimonio finanziario a un progetto per i quartieri

L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è utilizzare i beni recuperati per rispondere alle necessità abitative, sociali, ambientali e produttive della città. Ogni immobile sarà quindi inserito in un progetto specifico, superando la gestione uniforme basata sulla cessione al mercato.

Per gli appartamenti la priorità sarà l’affitto accessibile; per gli edifici storici verranno tutelate le attività associative già presenti; per i terreni agricoli saranno valutate iniziative capaci di coniugare produzione, presidio ambientale e inclusione.

Il rientro delle proprietà permette inoltre al Comune di conservare nel tempo beni con una funzione strategica, evitando che la valorizzazione coincida necessariamente con la vendita. I prossimi passaggi riguarderanno la ricognizione tecnica degli immobili e la definizione delle risorse necessarie per gli interventi di recupero.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.