Milano posa 21 nuove Pietre d’Inciampo: i nomi tornano davanti alle case
22/01/2026
Milano continua a costruire la memoria con un gesto piccolo e ostinato: un cubo d’ottone nel marciapiede, davanti a un portone qualunque, nel punto esatto in cui una vita è stata spezzata e rimossa. Dal 2017, anno della prima Pietra d’Inciampo dedicata ad Alberto Segre, padre della senatrice a vita Liliana Segre, la città ha scelto di ricordare così le vittime dei campi di sterminio e della deportazione politica. Da giovedì 22 gennaio le pietre diventeranno 21 nuove; con quelle posate nel 2026, Milano arriverà a 245 pietre complessive.
Questa sera, alle 20, alla Casa della Memoria (via Confalonieri 14) una cerimonia pubblica aperta alla cittadinanza, con i familiari presenti, ricostruirà le storie di uomini e donne consegnati alla prigionia e alla morte perché ebrei, antifascisti, oppositori politici. È il momento in cui il nome smette di essere una riga d’archivio e torna a essere persona, biografia, quartiere.
Un monumento diffuso, artigianale, europeo
Le Pietre arrivano da Amsterdam e Berlino, prodotte artigianalmente dalla Fondazione Stolpersteine di Gunter Demnig, che ha ideato il più grande monumento “diffuso” dedicato alle vittime della Shoah in Europa. A Milano la posa è curata dal Comune; i nomi sono selezionati grazie al lavoro del Comitato per le Pietre d’Inciampo, alle proposte di parenti e amici e alle segnalazioni di singoli cittadini. È un meccanismo che, anno dopo anno, tiene insieme ricerca storica e responsabilità civile: non basta collocare una pietra, serve anche ricostruire, verificare, raccontare.
La presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi definisce le pietre un monumento “vivo” e internazionale: chi ci inciampa con lo sguardo può chiedersi chi fosse quella donna, quell’uomo, quella bambina, spesso un vicino di casa dei nostri nonni. La presidente del Comitato, Alessandra Minerbi, ribadisce la scelta di mantenere un equilibrio tra pietre dedicate alla deportazione razziale e a quella politica, per ricordare che la macchina repressiva nazifascista ha colpito con un disegno complessivo, pur dentro storie e contesti diversi.
Date, luoghi e alcune storie: 12 pietre il 22 gennaio, altre 9 il 12 marzo
La posa avverrà in due giornate. Giovedì 22 gennaio, a partire dalle 8.30 (indicativamente una ogni mezz’ora), verranno collocate le prime 12 pietre, in avvicinamento al Giorno della Memoria del 27 gennaio. Le altre 9 saranno posate il 12 marzo, data vicina agli scioperi del marzo 1944, che portarono ad arresti e deportazioni.
Tra le vite ricordate il 22 gennaio ci sono vicende che attraversano città e frontiere: Eugenio Glücksmann, passato dall’internamento alla deportazione fino ad Auschwitz; Alfredo Pozzi, operaio Innocenti arrestato con i compagni e morto dopo Mauthausen; Anna Semmel Bogner e Tyna Semmel, madre e figlia in fuga dall’antisemitismo dell’Europa orientale, uccise ad Auschwitz; la famiglia Morais-Tedeschi, arrestata mentre tentava la fuga e annientata nei campi. Il 12 marzo, invece, torneranno alla luce storie come quella del partigiano Roberto Terrevazzi, o della famiglia Sorias-Arditi, con il piccolo Giuseppe di tre anni ucciso all’arrivo ad Auschwitz.
Durante le cerimonie di posa saranno presenti, tra gli altri, Buscemi, Minerbi, i presidenti dei municipi coinvolti, i familiari e i rappresentanti delle associazioni del Comitato.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to