Roccafranca, ampliamento industriale su 120mila mq: proteste
13/10/2026
A Roccafranca, in provincia di Brescia, un progetto di ampliamento industriale su oltre 120mila metri quadrati sta suscitando preoccupazioni tra i residenti e le associazioni ambientaliste. L'intervento, attualmente in fase di autorizzazione, riguarda un'attività già impegnata nell'estrusione di leghe di alluminio e prevede l'introduzione di un forno destinato alla fusione degli scarti di lavorazione dello stesso metallo. Una parte consistente dei terreni interessati è classificata come Area Agricola Strategica. Legambiente Lombardia, con un comunicato diffuso il 12 ottobre 2026, ha chiesto di valutare soluzioni alternative, richiamando l'attenzione sulla vicinanza dell'impianto ad abitazioni, aziende agricole e strutture scolastiche della frazione di Ludriano.
Roccafranca, il progetto industriale interessa oltre 120mila metri quadrati
L'ampliamento riguarda un insediamento produttivo esistente nel territorio comunale di Roccafranca, nella Bassa Bresciana, attualmente dedicato alla lavorazione di leghe di alluminio attraverso processi di estrusione.
Il progetto prevede l'estensione delle attività e l'installazione di un nuovo forno per la fusione degli scarti di lavorazione dell'alluminio.
Secondo le informazioni riportate da Legambiente Lombardia, l'insediamento raggiungerebbe una superficie complessiva superiore a 120.000 metri quadrati, con 47.200 metri quadrati di aree coperte.
All'interno delle strutture previste troverebbe posto anche il nuovo impianto di fusione, destinato ad affiancare le lavorazioni industriali già presenti.
La proposta è attualmente sottoposta a un procedimento autorizzativo che comprende anche una modifica della pianificazione urbanistica comunale.
L'intervento non risulta quindi già autorizzato in via definitiva sulla base delle informazioni diffuse dall'associazione ambientalista.
Area Agricola Strategica, prevista una variante al PGT
Uno degli aspetti maggiormente contestati riguarda la destinazione urbanistica dei terreni sui quali dovrebbe svilupparsi l'ampliamento.
Una parte rilevante della superficie interessata è infatti classificata come Area Agricola Strategica, una categoria di pianificazione che riconosce il valore produttivo e territoriale delle superfici agricole.
Per consentire la realizzazione dell'intervento è prevista una variante al Piano di Governo del Territorio (PGT), finalizzata a modificare l'attuale destinazione d'uso dei terreni.
La trasformazione comporterebbe il passaggio di superfici oggi destinate alla funzione agricola verso un utilizzo industriale.
Legambiente Lombardia considera questo elemento particolarmente delicato, tenendo conto della vocazione agricola del territorio e della presenza di altre attività produttive nella Bassa Bresciana.
L'associazione chiede che la valutazione del progetto non si limiti agli aspetti industriali, ma consideri anche gli effetti sulla pianificazione territoriale e sulla conservazione del suolo agricolo.
Ludriano, preoccupazione per la vicinanza di scuola materna e asilo nido
Le criticità segnalate riguardano anche la posizione del futuro impianto rispetto alle aree abitate e ai servizi presenti nella frazione di Ludriano.
Secondo Legambiente, a breve distanza dall'area prevista per la nuova fonderia si trovano una scuola materna storica e un asilo nido di recente realizzazione, finanziato con risorse del PNRR.
La presenza delle due strutture educative ha contribuito ad alimentare le preoccupazioni dei residenti, che chiedono attenzione alle possibili conseguenze ambientali e sanitarie delle lavorazioni previste.
Il progetto ha suscitato reazioni anche tra gli abitanti del capoluogo comunale e tra coloro che svolgono attività agricole nelle zone circostanti.
Le preoccupazioni riguardano la compatibilità tra l'impianto metallurgico e il contesto territoriale, caratterizzato dalla presenza ravvicinata di abitazioni, coltivazioni e servizi destinati ai bambini.
Nel comunicato non vengono riportati risultati di misurazioni ambientali o valutazioni sanitarie che dimostrino effetti dannosi già prodotti dal nuovo impianto, la cui autorizzazione è ancora in corso.
Legambiente Lombardia chiede di valutare sedi alternative
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha espresso sostegno alle preoccupazioni manifestate dai cittadini di Roccafranca e Ludriano.
Secondo la presidente, la vicinanza dell'insediamento industriale alle attività agricole, alle abitazioni e agli edifici scolastici richiede un'attenta valutazione della compatibilità territoriale.
Legambiente riconosce l'utilità di eventuali prescrizioni autorizzative e misure compensative per contenere i rischi, ma ritiene necessario interrogarsi anche sull'opportunità stessa della localizzazione scelta.
L'associazione propone di considerare la possibilità di individuare sedi alternative per le nuove lavorazioni metallurgiche, evitando di compromettere ulteriori superfici agricole.
La richiesta riguarda quindi sia le condizioni tecniche alle quali potrebbe essere autorizzato l'impianto sia la scelta urbanistica che consentirebbe l'espansione dell'attività produttiva.
Per Meggetto, la tutela della vocazione agricola della Bassa Bresciana dovrebbe rappresentare un elemento centrale nelle decisioni relative all'insediamento di nuove strutture industriali.
Consumo di suolo nella Bassa Bresciana, il nodo delle nuove attività produttive
La vicenda di Roccafranca viene inserita da Legambiente in una riflessione più ampia sulle trasformazioni territoriali che interessano la pianura bresciana.
L'associazione richiama la presenza e l'espansione di insediamenti produttivi, poli logistici e data center, oltre alla vicinanza di importanti infrastrutture di trasporto come l'autostrada BreBeMi.
Secondo l'organizzazione ambientalista, la concentrazione di queste attività può aumentare la pressione sulle superfici agricole e modificare progressivamente le caratteristiche del territorio.
Il consumo di suolo rappresenta uno dei principali motivi di opposizione al progetto, soprattutto perché l'ampliamento proposto richiederebbe una modifica della destinazione urbanistica di terreni attualmente classificati per la loro funzione agricola.
Legambiente chiede pertanto che le amministrazioni coinvolte valutino le conseguenze territoriali delle trasformazioni proposte, tenendo conto anche della qualità della vita dei residenti.
Procedura SUAP e variante urbanistica, le osservazioni degli ambientalisti
Un ulteriore elemento evidenziato nel comunicato riguarda l'utilizzo dello Sportello Unico per le Attività Produttive, conosciuto come SUAP, nei procedimenti relativi agli interventi industriali.
Questo strumento consente di coordinare gli adempimenti amministrativi necessari alle attività produttive e, nei casi previsti dalla normativa, può essere utilizzato anche nell'ambito di procedimenti che comportano varianti urbanistiche.
Legambiente osserva che il ricorso a procedure finalizzate a semplificare gli iter amministrativi richiede particolare attenzione quando gli interventi interessano superfici agricole.
Secondo l'associazione, l'impiego di strumenti urbanistici derogatori può contribuire ad aumentare il consumo di suolo qualora le trasformazioni vengano valutate senza un'adeguata considerazione delle caratteristiche del territorio.
La critica riguarda il rapporto tra esigenze di sviluppo economico, tutela ambientale e pianificazione urbanistica, con particolare riferimento ai Comuni interessati da una forte presenza di attività produttive.
Ampliamento industriale a Roccafranca, la procedura resta aperta
Il progetto di ampliamento dell'attività di lavorazione dell'alluminio si trova ancora nella fase autorizzativa e prevede, secondo quanto comunicato da Legambiente Lombardia, una variante al Piano di Governo del Territorio.
Le osservazioni avanzate dall'associazione riguardano principalmente la localizzazione dell'impianto, la vicinanza alle strutture scolastiche e alle abitazioni, la tutela delle superfici agricole e le possibili conseguenze delle nuove lavorazioni.
Il comunicato non specifica le tempistiche previste per la conclusione del procedimento né riporta una posizione ufficiale dell'azienda proponente o dell'amministrazione comunale sulle contestazioni sollevate.
La valutazione del progetto dovrà quindi proseguire nelle sedi amministrative competenti, mentre i residenti di Roccafranca e Ludriano continuano a chiedere attenzione agli aspetti ambientali e sanitari dell'intervento.
La richiesta di Legambiente è che, prima di assumere decisioni definitive, venga esaminata anche la possibilità di collocare l'ampliamento industriale in un'area alternativa, maggiormente compatibile con le caratteristiche agricole e residenziali del territorio.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.