Tumore al seno, lo studio: l’invasività dipende dalla “fluidità” del cancro
01/05/2026
La capacità del tumore al seno di diffondersi potrebbe dipendere anche dalla sua “fluidità”. È quanto emerge da uno studio coordinato dall’IFOM e dal Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università Statale di Milano, che introduce la viscosità tissutale come nuovo parametro per comprendere meglio i meccanismi della disseminazione tumorale. La ricerca è stata pubblicata su Nature Materials.
La viscosità tissutale come nuova chiave di lettura
Lo studio propone di osservare il tumore non soltanto attraverso gli strumenti tradizionali della biologia molecolare, ma anche mediante categorie proprie della fisica dei materiali. La viscosità tissutale, infatti, descrive il modo in cui un tessuto si comporta quando viene sottoposto a deformazioni, pressioni o movimenti interni: un aspetto che può incidere sulla capacità delle cellule tumorali di spostarsi, invadere i tessuti circostanti e favorire la progressione della malattia.
Secondo il lavoro coordinato dai ricercatori milanesi, le proprietà fisiche del tumore possono essere modificate da alterazioni che riguardano una singola proteina. Questo cambiamento, pur originando da un elemento molecolare specifico, può riflettersi sull’intera architettura del tessuto tumorale, rendendolo più o meno favorevole alla migrazione delle cellule cancerose.
Biologia molecolare e fisica dei materiali nello stesso studio
Il valore della ricerca sta anche nell’approccio interdisciplinare adottato. L’integrazione tra biologia molecolare e fisica dei materiali permette di leggere il comportamento del cancro come il risultato di processi biologici e proprietà meccaniche strettamente collegati. In questa prospettiva, la progressione tumorale non dipende soltanto dalle mutazioni o dai segnali cellulari, ma anche dal modo in cui il tessuto si organizza e reagisce dal punto di vista fisico.
La scoperta apre una linea di indagine rilevante per lo studio del tumore al seno, perché consente di aggiungere un nuovo livello di osservazione alla comprensione dell’invasività. Valutare la viscosità del tessuto tumorale potrebbe aiutare i ricercatori a interpretare meglio perché alcune forme di cancro mostrino una maggiore tendenza alla disseminazione rispetto ad altre.
Un possibile nuovo parametro per studiare la progressione tumorale
Il lavoro pubblicato su Nature Materials indica dunque la viscosità tissutale come un parametro da considerare nello studio della progressione del tumore. L’ipotesi è che le caratteristiche fisiche del cancro possano contribuire a spiegare la sua aggressività, affiancandosi ai dati già raccolti attraverso le analisi genetiche, cellulari e molecolari.
La ricerca coordinata da IFOM e Università Statale di Milano non viene presentata come una soluzione terapeutica immediata, ma come un avanzamento nella comprensione dei meccanismi che regolano l’invasione tumorale. Capire come una proteina possa influenzare la fluidità del tessuto e, di conseguenza, la capacità del tumore di diffondersi, offre nuovi strumenti concettuali per orientare future indagini scientifiche.
Nel campo dell’oncologia, dove la conoscenza dei processi di disseminazione è decisiva per interpretare l’evoluzione della malattia, l’introduzione della viscosità tissutale aggiunge un tassello significativo. Il tumore al seno viene così osservato anche come sistema fisico complesso, nel quale la materia tumorale, la sua struttura e le sue proprietà meccaniche possono incidere direttamente sul comportamento delle cellule maligne.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to