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Confcommercio, Sangalli: imprese motore delle città

14/06/2026

Confcommercio, Sangalli: imprese motore delle città

Le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti sono state indicate da Carlo Sangalli come il volto delle città italiane e uno dei principali motori della crescita del Paese. Il presidente di Confcommercio lo ha ribadito a Roma, all’Auditorium della Conciliazione, durante l’assemblea annuale della Confederazione, aperta dalla sua relazione e chiusa dall’intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

La relazione di Sangalli tra economia, fisco e territori

Nel suo intervento, Sangalli ha tracciato un quadro dello scenario economico italiano e internazionale, richiamando il ruolo del terziario di mercato nella vita quotidiana delle persone, nell’animazione delle città e nella tenuta dei territori. Secondo il presidente di Confcommercio, il settore rappresenta oggi il principale motore dell’economia italiana, con oltre metà del valore aggiunto nazionale e quasi quattro milioni di posti di lavoro creati negli ultimi trent’anni.

Il presidente ha insistito anche sul valore dell’identità italiana nel commercio, nel turismo e nei servizi, sottolineando come guerre, tensioni geopolitiche e dazi stiano ridisegnando gli equilibri globali. In questo contesto, Sangalli ha invitato a non alimentare una narrazione eccessivamente negativa dell’Italia, perché la fiducia resta anche un fattore economico.

Uno dei passaggi più netti ha riguardato fisco e burocrazia. Sangalli ha parlato di “fiscocrazia”, denunciando il peso di tasse e adempimenti amministrativi su imprese, investimenti e crescita. Ha riconosciuto al Governo il rigore nella gestione dei conti pubblici, chiedendo però di proseguire sulla strada della semplificazione fiscale, della certezza del diritto e della riduzione del carico tributario, con attenzione particolare al ceto medio.

Europa, lavoro e desertificazione commerciale

Nel corso della relazione, il presidente di Confcommercio ha richiamato la necessità di un’Europa più forte e capace di parlare con una sola voce sui grandi temi economici e strategici. Per Sangalli, soltanto in una prospettiva europea è possibile affrontare le grandi transizioni, da quella ambientale legata al cambiamento climatico a quella digitale, segnata dall’intelligenza artificiale.

Il presidente ha collegato l’innovazione tecnologica al bisogno di nuove competenze e di criteri chiari nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, richiamando il ruolo delle comunità e dei corpi intermedi. Ha poi affrontato il tema del lavoro, ribadendo la centralità della contrattazione di qualità e del riordino dell’Archivio nazionale dei contratti, anche per contrastare distorsioni e forme di dumping contrattuale.

Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata alla crisi demografica, alla riduzione del numero di giovani e al ritardo dell’Italia nella partecipazione femminile al mercato del lavoro. Per Sangalli, senza maggiori opportunità per donne e nuove generazioni sarà più difficile sostenere crescita, innovazione e coesione sociale.

Il presidente ha poi lanciato l’allarme sulla desertificazione imprenditoriale: oltre 156mila esercizi commerciali hanno chiuso negli ultimi 13 anni. A questa dinamica si aggiungono fenomeni come l’affitto breve indiscriminato, che secondo Confcommercio rischia di alterare l’equilibrio delle città e di penalizzare le imprese dell’accoglienza. La richiesta è una strategia nazionale per la rigenerazione urbana, fondata su regole chiare, stabili ed eque.

Mattarella e Meloni all’assemblea di Roma

Durante l’assemblea è stata letta una lettera del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha collegato gli ottant’anni della Repubblica agli ottant’anni di Confcommercio, sottolineando il ruolo delle formazioni sociali nelle trasformazioni del Paese. Il Capo dello Stato ha richiamato la funzione storica del commercio nella circolazione di idee, costumi e innovazione, evidenziando la necessità di dialogo tra istituzioni e società davanti alle sfide economiche e sociali.

Mattarella ha inoltre posto l’accento sulla responsabilità delle parti sociali nella regolazione del mercato del lavoro, per contribuire alla coesione sociale ed evitare arretramenti negli standard di tutela dei lavoratori.

Nel suo intervento conclusivo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ringraziato Confcommercio per la collaborazione nei tavoli di confronto e per il contributo di idee e proposte. Ha definito la Confederazione una forza nata dal basso e capace di costruire coesione, richiamando il valore del commercio di vicinato come capitale sociale da proteggere.

Meloni ha rivendicato le misure adottate dal Governo a sostegno delle imprese e del potere d’acquisto, confermando l’intenzione di lavorare ancora per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio. Ha poi richiamato il rinnovo dei contratti, la lotta al dumping contrattuale e la necessità di affrontare insieme la desertificazione commerciale, attraverso un nuovo sviluppo urbano che rimetta al centro persone, imprese e qualità della vita.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to