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Lombardia, immagini diagnostiche sul FSE: 10mila studi

09/07/2026

Lombardia, immagini diagnostiche sul FSE: 10mila studi

Regione Lombardia ha avviato la pubblicazione delle immagini radiologiche e diagnostiche sul Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, permettendo a cittadini e professionisti sanitari di consultare in tempo reale gli esami specialistici ambulatoriali. Il servizio riguarda inizialmente radiologia, medicina nucleare, cardiologia ed endoscopia, con esami come TC, risonanze magnetiche, radiografie, Pet, scintigrafie e Moc.

Oltre 10.000 studi diagnostici già disponibili

La nuova funzione è già entrata nella fase operativa. L’Asst del Garda è stato il primo ente sanitario pubblico lombardo ad avviare la pubblicazione delle immagini, a partire dal 18 giugno 2026. Dopo l’avvio nel settore pubblico, si sono aggiunte anche le prime strutture private accreditate coinvolte nel progetto, tra cui la Fondazione Poliambulanza di Brescia.

Secondo i dati comunicati dalla Regione, sono già stati archiviati con successo oltre 10.000 studi diagnostici, pubblicati sul Fascicolo Sanitario Elettronico e consultabili dagli utenti e dai medici abilitati. La funzione sarà progressivamente estesa a tutte le specialità che utilizzano immagini nel formato standard Dicom, così da rendere più completo e accessibile il patrimonio clinico dei pazienti.

Il calendario delle prossime attivazioni

Il cronoprogramma regionale prevede l’ingresso di un gruppo pilota entro luglio 2026. In questa fase saranno coinvolti l’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’Asst Spedali Civili di Brescia e l’Asst Franciacorta.

Nel secondo semestre del 2026 il servizio sarà poi attivato anche presso la Fondazione Irccs Policlinico di Milano, l’Asst Niguarda, l’Asst Valtellina, l’Asst Lodi, l’Asst Lecco e l’Asst Fatebenefratelli-Sacco. Il percorso proseguirà in modo graduale con gli altri enti sanitari pubblici e privati accreditati della Lombardia.

Dal Pdf al dato strutturato con il Pnrr

L’intervento rientra negli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e punta a rafforzare la digitalizzazione della sanità regionale. Gli enti sanitari hanno adeguato i propri sistemi per trasformare la documentazione prodotta durante attività diagnostiche e assistenziali dal tradizionale formato Pdf a un dato strutturato nel formato nazionale CDA2.

Questo passaggio consente una gestione più ordinata delle informazioni cliniche, attraverso l’adozione dell’Ecosistema dei dati sanitari a livello centrale e dei Clinical data repository a livello locale. L’obiettivo è rendere i dati consultabili in modo controllato, sicuro ed efficace, a supporto dei percorsi di cura.

Una piattaforma regionale per conservare le immagini

Per sostenere il nuovo servizio, Regione Lombardia, tramite Aria S.p.A., ha realizzato un’infrastruttura centralizzata basata su un sistema Vna, cioè un archivio regionale neutrale rispetto ai fornitori. La piattaforma garantisce la disponibilità permanente delle immagini diagnostiche e l’accesso autonomo nel rispetto delle norme sulla privacy.

Il sistema consentirà inoltre agli enti sanitari di semplificare la consegna della documentazione ai pazienti, riducendo costi e passaggi organizzativi. Il progetto prevede anche il recupero progressivo delle immagini diagnostiche prodotte negli anni precedenti, così da rendere disponibile una base informativa più ampia.

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha definito l’iniziativa un salto di qualità per la sanità lombarda. Secondo Bertolaso, la nuova funzione migliora la sicurezza delle informazioni, rende più accessibili i servizi e permette ai professionisti sanitari di condividere ed elaborare i dati clinici in tempo reale, con benefici sull’efficienza dei percorsi di cura.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to