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Milano, al Museo del Novecento il primo Picasso civico

03/06/2026

Milano, al Museo del Novecento il primo Picasso civico

Il Museo del Novecento di Milano dedica un focus a Homme assis, il primo dipinto di Pablo Picasso entrato nelle collezioni civiche milanesi nel 1972. Da oggi e fino al 27 settembre, al piano terra del museo, sarà visitabile “Il primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale”, progetto a cura di Roberto Pini che ricostruisce la vicenda storica, politica e culturale dell’opera realizzata dall’artista nel 1967.

Il Moschettiere di Picasso tra Parigi, L’Avana e Milano

Homme assis appartiene alla serie dei Moschettieri, uno dei nuclei più riconoscibili della tarda produzione di Picasso. A lungo interpretata come una proiezione immaginaria e autobiografica dell’artista, l’opera viene ora riletta dal Museo del Novecento alla luce dei contesti internazionali in cui circolò tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta.

Prima di arrivare a Milano, il dipinto fu esposto in importanti appuntamenti internazionali, dal Salon de Mai di Parigi al Salón de Mayo dell’Avana. In quest’ultimo caso fu lo stesso Picasso a inviarlo come segno del proprio impegno politico, in un periodo segnato da forti mobilitazioni civili, culturali e ideologiche.

Il focus milanese non si limita quindi alla lettura stilistica dell’opera, ma ne segue la traiettoria pubblica, mettendo in relazione arte, politica, istituzioni culturali e solidarietà internazionale. Fotografie, documenti d’archivio e materiali audiovisivi accompagnano il visitatore nella ricostruzione di un percorso che attraversa Europa, America Latina e Milano.

La mostra “Amnistia” e l’impegno antifranchista

Il passaggio decisivo nella storia milanese di Homme assis avvenne nel marzo 1972, quando Palazzo Reale ospitò, nella Sala delle Cariatidi, la mostra “Amnistia. Que trata de España”. L’esposizione fu promossa da CGIL, CISL e UIL per sostenere i lavoratori spagnoli e la richiesta di amnistia per i prigionieri politici del regime franchista.

Quella mostra rappresentò un momento significativo della mobilitazione culturale e civile dell’epoca. Riunì opere di artisti di primo piano della scena internazionale, tra cui Joan Miró, Alexander Calder, Antoni Tàpies, Franco Angeli, Renato Guttuso, Carlo Levi, Emilio Vedova, Giulio Turcato e Toti Scialoja.

Tra tutte le opere esposte, il dipinto di Picasso fu l’unico acquisito dal Comune di Milano, per volontà del sindaco Aldo Aniasi. La scelta arricchì le collezioni civiche, ma ebbe anche un valore politico e simbolico: affermare il legame della città con i valori dell’antifascismo, della solidarietà internazionale e della difesa delle libertà democratiche.

Il lavoro di ricerca sulle collezioni civiche

Il progetto espositivo nasce nell’ambito dell’attività di ricognizione, studio e catalogazione del patrimonio del Museo del Novecento. Un lavoro avviato da alcuni anni e destinato a portare nel 2026 alla condivisione online del catalogo delle collezioni.

Questa attività ha consentito di riscoprire opere importanti del patrimonio civico e di ricostruirne le vicende storiche, conservative ed espositive. Nel caso di Homme assis, la ricerca permette di riportare alla luce connessioni spesso dimenticate tra la storia dell’opera, il contesto politico internazionale e il ruolo delle istituzioni culturali milanesi.

A oltre cinquant’anni dall’ingresso nelle collezioni del Comune, il dipinto viene così presentato non soltanto come una presenza prestigiosa nel patrimonio cittadino, ma come un documento capace di raccontare una stagione di partecipazione civile e di impegno culturale.

Sacchi: Milano città aperta e democratica

Per l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, il focus rappresenta un esempio del lavoro quotidiano dei musei civici nella valorizzazione del patrimonio. La mostra, ha spiegato, restituisce al pubblico la storia di un’opera straordinaria e insieme il ruolo di Milano come città aperta, democratica e legata ai valori della cultura e della solidarietà internazionale.

Il Museo del Novecento conferma così la propria vocazione di centro di ricerca sulla storia artistica e culturale del secolo scorso. La vicenda del primo Picasso milanese permette di osservare come un’opera d’arte possa superare la dimensione estetica e diventare parte della memoria collettiva di una comunità.

“Il primo Picasso di Milano” riporta dunque Homme assis dentro il suo tempo: quello delle lotte antifranchiste, delle reti internazionali della cultura e di una Milano che scelse di trasformare l’acquisizione di un dipinto in un gesto civico. Un’opera entrata in museo, ma anche nella storia politica e culturale della città.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.