Milano, la Scuola di Ballo della Scala torna allo Strehler
08/05/2026
La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con cinque rappresentazioni dello spettacolo istituzionale. Il programma è costruito per mettere in evidenza la preparazione tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi, attraverso un percorso che accosta il repertorio classico ottocentesco alle coreografie contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini.
Lo spettacolo propone un dialogo tra tradizione accademica e ricerca coreografica, passando dal virtuosismo di Paquita alle forme più dinamiche e fisiche della danza contemporanea. Per gli studenti della Scuola, l’appuntamento allo Strehler rappresenta una tappa centrale del percorso formativo, perché porta in scena il lavoro svolto in aula e lo misura con il pubblico, dentro una dimensione professionale e teatrale.
La Presentazione racconta otto anni di formazione
L’apertura è affidata alla Presentazione ideata dal direttore Frédéric Olivieri sugli Études di Carl Czerny. La coreografia funziona come una vera mappa visiva della didattica scaligera: una progressione di passi, combinazioni e movimenti sempre più complessi che restituisce l’evoluzione del percorso formativo della Scuola di Ballo, articolato nell’arco di otto anni.
La scelta mette in evidenza uno degli elementi distintivi del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala: il legame continuo tra studio della tecnica e pratica scenica. La formazione non resta confinata alla sala prove, ma trova nel palcoscenico il luogo in cui precisione, disciplina, musicalità e presenza interpretativa diventano parte di un’unica esperienza artistica.
Paquita porta in scena il vocabolario classico-accademico
Il programma prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio. La versione proposta è rimontata dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla creazione di Marius Petipa del 1881, con le musiche di Ludwig Minkus.
Al centro della suite spicca il celebre Grand Pas Classique, spesso eseguito anche come brano autonomo per il suo valore virtuosistico. Paquita rappresenta un banco di prova importante per gli allievi, chiamati a confrontarsi con un linguaggio che richiede pulizia formale, controllo, precisione tecnica e piena padronanza dello stile classico-accademico.
Bigonzetti e Binyamini aprono al contemporaneo
Il cambio di registro arriva con Rossini Cards di Mauro Bigonzetti, ripreso da Paola Vismara e Walter Madau. Entrato nel repertorio della Scuola dallo scorso anno, il lavoro, creato nel 2004, dialoga con la musica di Rossini attraverso una scrittura coreografica energica, fatta di forme sinuose, richiami alla purezza formale, prese audaci e intrecci tra corpi.
A chiudere il programma è Bolero X di Shahar Binyamini, ultima acquisizione nel repertorio della Scuola, nella ripresa di Walter Madau. Il coreografo israeliano, ex danzatore della Batsheva Dance Company, costruisce sulla partitura di Maurice Ravel un lavoro di forte impatto fisico e rituale, affidato a cinquanta allieve e allievi. Il movimento, ricco di torsioni e spirali, valorizza la connessione tra i danzatori e genera nello spazio disegni dinamici e corali.
Dallo Strehler a Tokyo, una stagione di impegni internazionali
Le rappresentazioni al Piccolo Teatro di Milano si inseriscono in una stagione intensa per la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, con appuntamenti programmati in Italia e all’estero fino all’estate. Dopo il conferimento dei diplomi del 6 giugno, che segnerà la conclusione del percorso di studi per gli allievi dell’ottavo corso, l’attività artistica proseguirà in sedi di rilievo.
La Scuola sarà infatti impegnata al Festival di Montecatini il 1° luglio e al Teatro di Tharros il 7 luglio, per poi arrivare sul palcoscenico del New National Theatre di Tokyo in occasione del Ballet Asteras 2026, in programma l’1 e 2 agosto. Il percorso conferma la proiezione internazionale della formazione scaligera e il ruolo della Scuola come luogo in cui tradizione, disciplina e nuove sensibilità coreografiche vengono preparate al confronto con la scena professionale.
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