Sanità, Regione Lombardia lancia il progetto Milano chiama Roma
24/04/2026
Regione Lombardia apre un nuovo canale di confronto istituzionale sui temi strategici della sanità nazionale. Si chiama “Milano chiama Roma – Uniti per la salute” il progetto presentato nella sede della Delegazione regionale a Roma, promosso dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso e dal presidente della IX Commissione Sostenibilità Sociale, Casa e Famiglia del Consiglio regionale, Emanuele Monti. L’obiettivo è costruire un ponte stabile tra il livello regionale e le istituzioni nazionali, superando la logica dei confronti episodici e portando attorno allo stesso tavolo rappresentanti istituzionali, enti regolatori, professionisti sanitari, associazioni di pazienti e mondo scientifico.
Un ponte operativo tra Milano e Roma per il Servizio sanitario nazionale
Il progetto nasce per affrontare, attraverso tavoli tematici a porte chiuse, alcune delle questioni più delicate per il futuro del Servizio sanitario nazionale. L’impostazione scelta punta a un confronto tecnico e istituzionale continuativo, capace di tradurre le analisi in proposte concrete e sostenibili sul piano operativo.
Il primo incontro è stato dedicato alla spesa farmaceutica, all’aderenza terapeutica e alla sostenibilità dei modelli di governance nazionale e regionale. Al centro dei lavori, la ricerca di soluzioni condivise per garantire accesso all’innovazione, appropriatezza delle cure e tenuta economica del sistema, in un contesto nel quale la gestione delle risorse sanitarie richiede strumenti di valutazione sempre più puntuali.
Bertolaso: confronto continuo su farmaci, cure e sostenibilità
L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha spiegato che con “Milano chiama Roma” la Lombardia intende rafforzare un confronto strutturato e costante tra territori e istituzioni centrali. La sostenibilità della spesa farmaceutica e l’aderenza terapeutica, ha evidenziato, sono sfide che richiedono una visione condivisa e strumenti costruiti insieme a tutti gli attori coinvolti.
Il percorso punta quindi a mettere in relazione le esigenze dei sistemi regionali con le decisioni nazionali, valorizzando esperienze, dati e competenze maturate nei territori. La sanità lombarda si propone in questo quadro come piattaforma di dialogo, con l’intento di contribuire alla definizione di politiche capaci di incidere sulla qualità dell’assistenza e sull’organizzazione dei servizi.
Monti: proposte attuabili dal confronto tra competenze diverse
Per Emanuele Monti, il progetto rappresenta un modello di lavoro innovativo, basato su un approccio multidisciplinare e orientato ai risultati. L’obiettivo dichiarato è portare nelle sedi istituzionali proposte realmente attuabili, elaborate attraverso il confronto tra competenze diverse ma complementari.
Alla prima tavola di lavoro hanno preso parte rappresentanti del sistema istituzionale e sanitario, tra cui Massimo Garavaglia, Maria Novella Luciani, Massimiliano Franco e Francesco De Lorenzo. La tavola rotonda tecnica ha coinvolto anche esperti e stakeholder come Elena Murelli, Fabio De Lillo, Massimiliano Maselli, Giovanni Pavesi, Pierluigi Russo, Angela Stefania Adduce, Ramón Palou de Comasema e Annalisa Scopinaro, insieme ad altri rappresentanti del mondo istituzionale, scientifico e associativo.
Aderenza terapeutica, payback e innovazione tra i temi del tavolo
I lavori, moderati da Alessandro Venturi insieme a Mario Giovanni Melazzini, hanno affrontato diversi nodi centrali per la governance sanitaria: dall’aderenza terapeutica ai meccanismi di payback, dall’integrazione tra pubblico e privato alla valutazione del valore terapeutico nell’accesso all’innovazione.
Il ciclo di incontri proseguirà nei prossimi mesi con nuovi tavoli tematici. L’obiettivo è consolidare un confronto permanente tra Lombardia, istituzioni nazionali e principali attori del sistema salute, contribuendo alla costruzione di politiche sanitarie condivise a livello regionale e nazionale.
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