Vendite a domicilio, il decalogo anti-truffe di Univendita
23/07/2026
Verificare il tesserino del venditore, pretendere condizioni contrattuali scritte e diffidare da prezzi troppo bassi o promesse esagerate. Sono alcune delle indicazioni contenute nel decalogo anti-truffe elaborato da Univendita-Confcommercio per aiutare i consumatori a riconoscere raggiri, abusi e pratiche commerciali scorrette durante le vendite a domicilio.
Controllare l’identità di chi bussa alla porta
Il documento riunisce dieci regole per una vendita diretta definita etica e sostenibile. Il primo controllo riguarda l’identità dell’incaricato: il venditore deve presentarsi con un tesserino identificativo ben visibile, completo di fotografia e dati personali, e indicare chiaramente l’impresa per la quale lavora.
Una proposta commerciale affidabile deve riportare con precisione il prezzo, le caratteristiche del prodotto o del servizio, le modalità di pagamento e tutte le condizioni applicate. Ambiguità, informazioni incomplete o risposte evasive rappresentano segnali che richiedono particolare attenzione.
Il decalogo è stato predisposto da Univendita, associazione nazionale del settore, e sottoposto all’esame dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’iniziativa nasce per fornire strumenti di tutela soprattutto nelle situazioni in cui il rappresentante si presenta direttamente nell’abitazione del potenziale cliente.
Nessuna decisione deve essere presa sotto pressione
Tra le regole viene indicato il tempo concesso al consumatore per valutare la proposta. Un incaricato corretto, secondo Univendita, non esercita pressioni e non presenta l’offerta come un’occasione da accettare immediatamente per evitare di perderla.
Il cliente deve poter leggere la documentazione, confrontare prezzi e caratteristiche e chiedere chiarimenti prima di sottoscrivere un ordine. Il decalogo invita a non accettare accordi esclusivamente verbali e a evitare acquisti senza avere esaminato il prodotto, il contratto o le condizioni del servizio.
Tutti gli elementi concordati devono comparire in un documento scritto, leggibile e comprensibile. Una parte specifica deve essere riservata al diritto di recesso, fissato in 30 giorni per la vendita diretta. Il consumatore deve ricevere indicazioni chiare anche sulle modalità e sui termini per esercitarlo.
Garanzia e assistenza devono essere indicate nel contratto
Il venditore è tenuto a fornire informazioni dettagliate sulla garanzia e sull’assistenza successiva all’acquisto. Se questi aspetti non vengono affrontati spontaneamente, il cliente può richiedere spiegazioni prima di firmare o effettuare un pagamento.
Univendita suggerisce inoltre di verificare se l’impresa appartiene a un’associazione di categoria. L’adesione può indicare l’accettazione di codici di comportamento e standard di trasparenza, ma non sostituisce il controllo della documentazione contrattuale e dell’identità dell’incaricato.
Gli strumenti digitali possono essere utilizzati per mostrare prodotti, compilare ordini o fornire informazioni. L’interazione tra cliente e incaricato, tuttavia, deve conservare un carattere diretto e personale, permettendo al consumatore di rivolgere domande e ottenere risposte complete.
Attenzione a sconti e benefici fuori mercato
L’ultima indicazione riguarda l’approccio psicologico utilizzato durante la trattativa. Prezzi molto distanti dal valore reale del bene, vantaggi descritti in termini assoluti e promozioni presentate come irripetibili possono essere impiegati per spingere il cliente verso una decisione affrettata.
Il presidente di Univendita, Ciro Sinatra, ha richiamato l’esigenza di proteggere il rapporto di fiducia tra aziende, incaricati e consumatori. Una tutela rivolta in particolare alle persone anziane, spesso coinvolte in episodi di cronaca legati a truffe commesse all’interno delle abitazioni.
L’associazione ha affiancato il decalogo alla propria Carta dei valori, adottata per promuovere regole comuni tra le imprese aderenti. L’obiettivo dichiarato è distinguere la vendita professionale dalle condotte aggressive o ingannevoli che sfruttano la vulnerabilità e la fiducia del cliente.
Articolo Precedente
San Donato Milanese, verifiche su sicurezza e decoro in stazione
Articolo Successivo
Milano, dissecazione aortica in gravidanza: salvi madre e bimbo
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to