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Chirurgia globale a Milano: confronto alla Statale su cure e accesso equo

01/06/2026

Chirurgia globale a Milano: confronto alla Statale su cure e accesso equo

Milano ha ospitato un confronto internazionale dedicato alla chirurgia globale, all’equità nell’accesso alle cure e alle sfide sanitarie nei Paesi con risorse limitate. Il convegno “Global Surgery: Equity, Access, and Innovation in Surgical and Perioperative Care” si è tenuto martedì 26 maggio nell’Aula Magna della Clinica del Lavoro Luigi Devoto ed è stato promosso dall’Università degli Studi di Milano, con il supporto del professor Daniele Dondossola, docente di Chirurgia Generale, e del professor Antonio Pesenti, professore emerito di Anestesiologia e Rianimazione.

Alla Statale il dialogo sulla chirurgia nei contesti fragili

L’incontro è stato aperto da Paola Catenaccio, prorettrice all’Internazionalizzazione dell’Università Statale di Milano, e da Francesco Blasi, prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario Nazionale. Ha preso parte ai lavori anche Stefania Recalcati, delegata alla Cooperazione allo sviluppo di area medica e docente di Patologia Generale dell’Ateneo.

Ospite principale del convegno è stato Emmanuel Malabo Makasa, tra le figure di riferimento internazionali della Global Surgery, professore di Global Surgery e fondatore del Southern Africa Development Community’s University of Witwatersrand Regional Collaboration Centre for Surgical Healthcare Improvement, noto come WitSSurg. Il suo intervento ha portato al centro del dibattito il peso delle malattie chirurgiche non trattate nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso a sale operatorie sicure, anestesia, terapia intensiva e percorsi perioperatori resta spesso insufficiente.

Il confronto ha coinvolto docenti dell’Università degli Studi di Milano e professionisti impegnati nella cooperazione sanitaria internazionale, con contributi su anestesia, terapia intensiva, infezioni perioperatorie, formazione universitaria e ruolo delle nuove generazioni nella medicina globale.

Il ruolo del Centro MAGH e della cooperazione sanitaria

Ai lavori hanno partecipato anche i coordinatori del Centre for Multidisciplinary Action for Global Health dell’Università Statale di Milano. Tra gli interventi, quelli del professor Fabrizio Tediosi, coordinatore del Master in Global Health, e del professor Andrea Gori, direttore del Centro Regionale per le Malattie Infettive, che hanno contribuito alla riflessione sulle prospettive della salute globale.

L’evento ha offerto uno spazio di dialogo multidisciplinare orientato a innovazione, collaborazione internazionale e sviluppo di modelli di cura più equi e sostenibili. Gli stessi principi sono alla base del Policy Framework redatto da un gruppo di lavoro guidato dal Centro MAGH e del Decalogo per collaborazioni etiche e inclusive nella salute globale, approvati dal Senato Accademico dell’Ateneo lo scorso novembre.

Recalcati: servono partnership etiche e responsabilità condivisa

“L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che le grandi sfide contemporanee – dalle pandemie ai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze sanitarie alla resistenza antimicrobica – richiedono cooperazione internazionale, responsabilità condivisa e partnership costruite su basi etiche, scientifiche e istituzionali solide”, ha spiegato la professoressa Stefania Recalcati.

Il Decalogo richiama la progettazione congiunta delle iniziative, la leadership condivisa, il contrasto agli squilibri di potere, il rafforzamento reciproco delle competenze, la tutela dell’ambiente e l’approccio One Health, che considera insieme salute umana, animale ed ecosistemi. Con questo passaggio, l’Università degli Studi di Milano consolida la propria strategia di internazionalizzazione e il proprio impegno nella costruzione di collaborazioni globali responsabili, inclusive e orientate all’impatto sociale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to