Fisco, Confcommercio chiede meno tasse nella manovra 2027
15/09/2026
Ridurre il carico fiscale su lavoratori e imprese per sostenere redditi, consumi e investimenti. È la richiesta avanzata da Confcommercio al viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo durante un incontro svoltosi a Roma, nella sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in vista della legge di bilancio 2027. La delegazione dell’associazione era guidata dalla vicepresidente con delega alle politiche fiscali e di bilancio, Donatella Prampolini.
Irpef, la proposta sul secondo scaglione
Tra le richieste principali presentate da Confcommercio figura una revisione dell’Irpef rivolta al ceto medio. L’associazione propone di estendere il secondo scaglione di reddito, soggetto all’aliquota del 33%, portandone il limite da 50mila a 60mila euro.
Secondo la vicepresidente Donatella Prampolini, un intervento di questo tipo dovrebbe rientrare in una strategia più ampia di riduzione della pressione fiscale, con l’obiettivo di rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e creare condizioni più favorevoli per la domanda interna.
Confcommercio ritiene che le risorse disponibili nella prossima manovra debbano essere indirizzate soprattutto verso misure strutturali, capaci di incidere in maniera stabile sui bilanci familiari e sulle condizioni operative delle imprese.
Premi di produttività e aumenti contrattuali
Un altro capitolo riguarda il lavoro. L’associazione chiede di rendere strutturali, oppure almeno prorogare, le agevolazioni fiscali sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali.
Tra le misure indicate rientra anche il mantenimento della tassazione agevolata all’1% sui premi di produttività, insieme agli strumenti fiscali dedicati al lavoro notturno e festivo.
La proposta punta a sostenere il reddito disponibile dei lavoratori e, allo stesso tempo, a ridurre il peso fiscale su componenti della retribuzione legate alla produttività, alle maggiorazioni e alla contrattazione.
Detassazione della tredicesima per i redditi medio-bassi
Confcommercio propone inoltre una progressiva introduzione di un regime strutturale di detassazione delle tredicesime. La misura viene indicata come uno strumento rivolto soprattutto ai redditi medio-bassi, con l’obiettivo di aumentare le disponibilità economiche delle famiglie in una fase dell’anno caratterizzata da una maggiore concentrazione dei consumi.
Per l’associazione, gli interventi sul reddito disponibile potrebbero avere effetti anche sul commercio e sui servizi, contribuendo a sostenere la domanda e gli acquisti delle famiglie.
Cedolare secca per i negozi e riduzione degli affitti
Nel confronto con il viceministro Leo è stata avanzata anche una proposta relativa alle locazioni commerciali. Confcommercio chiede l’introduzione di una cedolare secca per determinate categorie di immobili, come quelli destinati ai negozi di vicinato.
Il beneficio fiscale dovrebbe però essere collegato a una condizione precisa: il proprietario dovrebbe concordare contrattualmente una riduzione del canone di affitto a favore dell’attività commerciale.
Secondo Confcommercio, una misura di questo tipo potrebbe contribuire a sostenere il commercio di prossimità e favorire il ritorno sul mercato di locali oggi sfitti, con effetti positivi anche sulla vitalità dei centri urbani e dei centri storici.
Le proposte presentate al Ministero delineano quindi le priorità fiscali dell’associazione in vista della manovra 2027: meno pressione su redditi e lavoro, incentivi alla produttività e strumenti per alleggerire i costi delle attività commerciali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to