L'evoluzione della proctologia: il laser segna la fine degli interventi dolorosi
di Redazione
11/06/2026
Se guardiamo alla storia recente della chirurgia medica, ci accorgiamo di come gli ultimi due decenni siano stati caratterizzati da un unico grande obiettivo comune a tutte le specializzazioni: rendere le operazioni sempre meno invasive. Dalla laparoscopia all'endoscopia avanzata, il corpo umano viene oggi "riparato" con micro-incisioni e tecnologie intelligenti. Tuttavia, in nessun altro campo medico questa rivoluzione è stata così attesa, necessaria e celebrata dai pazienti come nella proctologia, e in modo particolare nel trattamento risolutivo della patologia emorroidaria.
Dalle origini al superamento del metodo escissionale
Per comprendere a fondo la portata dell'innovazione attuale, è utile fare un piccolo passo indietro. Storicamente, curare in maniera definitiva le emorroidi prolassate (quelle di terzo e quarto grado) significava inevitabilmente doversi sottoporre a procedure escissionali, come la tecnica di Milligan-Morgan o la Ferguson. Queste procedure, per quanto salvifiche dal punto di vista dell'eradicazione della malattia, prevedevano l'asportazione "a crudo" dei pacchetti emorroidari tramite bisturi classico o elettrobisturi.
Il risultato anatomico era eccellente, ma il prezzo pagato dal paziente in termini di dolore era altissimo. La zona anale, essendo densamente innervata, rispondeva al trauma chirurgico e alla presenza di ferite aperte con spasmi dolorosissimi che duravano settimane, rendendo il momento dell'evacuazione una vera e propria fobia per i convalescenti. L'obiettivo primario della ricerca chirurgica è quindi diventato quello di trovare una via che garantisse la stessa efficacia terapeutica, abbattendo radicalmente il trauma chirurgico sui delicati tessuti circostanti.
L'avvento della fotocoagulazione laser: una rivoluzione tecnologica
La risposta perfetta a questa esigenza medica è arrivata dall'applicazione dell'energia fotonica. L'impiego del laser in ambito proctologico ha letteralmente cambiato le regole del gioco.
Come funziona l'azione del raggio luminoso?
L'energia luminosa del laser viene convogliata attraverso micro-fibre ottiche flessibili e sottilissime, che vengono inserite dal chirurgo direttamente nella sottomucosa della zona interessata, senza intaccare gli strati superficiali della pelle e delle mucose esterne. Il raggio laser agisce sui rami terminali dell'arteria emorroidaria, sviluppando un calore calibrato che "fotocoagula" e sigilla istantaneamente i vasi sanguigni che alimentano le emorroidi ingrossate.
Privati dell'eccessivo afflusso di sangue, i noduli emorroidari collassano naturalmente, ritraendosi e riposizionandosi nella loro corretta sede anatomica. È un intervento straordinariamente elegante e pulito. L'assenza di necrosi tissutale massiva e la preservazione del muscolo sfintere rendono la complicanza dell'incontinenza post-operatoria (un raro ma temuto rischio della chirurgia classica) un'eventualità praticamente inesistente.
La medicina del futuro è già qui, a Milano
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