Milano, 200 negozi coinvolti nel progetto “Un sacco et(n)ico”
24/07/2026
Circa 200 attività commerciali del Municipio 9 saranno raggiunte dalla terza edizione di “Un sacco et(n)ico”, la campagna promossa dal Comune di Milano e da Amsa per migliorare la raccolta differenziata e contrastare l’abbandono scorretto dei rifiuti negli spazi pubblici. Il progetto interesserà gli esercizi presenti tra via Imbonati, via Pellegrino Rossi e altre strade della zona, con incontri diretti, controlli sull’impiego dei contenitori e materiale informativo tradotto in tre lingue.
Operatori e mediatori culturali incontrano gli esercenti
L’avvio dell’iniziativa è stato accompagnato da un incontro con i commercianti al quale hanno partecipato l’assessora comunale all’Ambiente e al Verde Elena Grandi, la presidente del Municipio 9 Anita Pirovano e l’amministratore delegato di Amsa, società del Gruppo A2A, Marcello Milani.
I rappresentanti dell’azienda hanno fornito indicazioni pratiche sulla separazione dei materiali, sugli orari e sulle modalità di esposizione dei rifiuti e sull’utilizzo corretto dei contenitori assegnati alle utenze commerciali. Il confronto servirà anche a individuare eventuali difficoltà riscontrate da negozi, bar, ristoranti e attività alimentari nella gestione quotidiana degli scarti.
Accanto agli operatori di Amsa lavoreranno mediatori culturali, chiamati a facilitare il dialogo con gli esercenti che non hanno l’italiano come lingua madre. Nel corso delle visite saranno distribuite brochure in italiano, cinese e arabo, con istruzioni dedicate alle diverse tipologie di rifiuto.
La campagna raggiunge le principali vie del Municipio 9
Le attività di informazione partiranno dalle zone di via Imbonati e via Pellegrino Rossi e si estenderanno gradualmente a via Tartini, via Cialdini, via Ornato, via Astesani, via Don Bartolomeo Grazioli e via Menabrea.
Il metodo scelto prevede un contatto diretto con ciascun esercizio, così da adattare le indicazioni alla quantità e alla tipologia di materiali prodotti. Le esigenze di un ristorante, per esempio, differiscono da quelle di un negozio di abbigliamento o di un’attività che vende prodotti confezionati.
Il personale potrà verificare la disponibilità e lo stato dei contenitori, spiegare come evitare contaminazioni tra le diverse frazioni e raccogliere segnalazioni relative al servizio. Una separazione corretta consente infatti di migliorare la qualità dei materiali avviati al recupero e di ridurre i sacchi lasciati sui marciapiedi fuori dagli orari stabiliti.
Spazio anche alla riduzione dello spreco alimentare
La campagna comprende un’attività di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare. Gli incontri con gli esercenti serviranno a promuovere una gestione più attenta delle scorte, delle eccedenze e dei prodotti prossimi alla scadenza, favorendo comportamenti capaci di ridurre la quantità di cibo destinata allo smaltimento.
Il progetto invita inoltre i commercianti a coinvolgere i clienti, mettendo a disposizione informazioni chiare e incoraggiando il rispetto degli spazi condivisi. Gli esercizi di quartiere vengono considerati interlocutori utili per diffondere pratiche corrette e segnalare le criticità che si presentano lungo le strade.
L’assessora Elena Grandi ha sottolineato il ruolo della collaborazione tra amministrazione, Amsa e attività economiche per aumentare la qualità della raccolta. Marcello Milani ha richiamato la funzione dei commercianti come presìdi quotidiani dei quartieri, capaci di incidere concretamente sul decoro urbano.
Terza edizione dopo le campagne svolte in altri quartieri
“Un sacco et(n)ico” riprende le precedenti esperienze realizzate a Milano, che hanno già coinvolto centinaia di esercizi attraverso visite, momenti informativi e materiale multilingue. La nuova edizione concentra l’attenzione sul Municipio 9, un’area caratterizzata da un tessuto commerciale ampio e da una forte varietà culturale.
Il lavoro proseguirà progressivamente nelle vie individuate, con l’obiettivo di rendere più semplice il rispetto delle regole e rafforzare il rapporto tra cittadini, negozianti e gestore del servizio. I risultati dipenderanno dalla corretta applicazione delle indicazioni fornite e dalla capacità di mantenere un confronto costante sulle esigenze dei singoli quartieri.
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