Salone del Mobile 2026, Milano corre con il traino degli stranieri: indotto turistico stimato oltre i 255 milioni
15/04/2026
Il Salone del Mobile continua a confermarsi uno dei più potenti moltiplicatori economici per Milano, capace di incidere in modo diretto sul turismo, sui consumi urbani e sull’intera filiera dell’accoglienza. Per l’edizione 2026, in programma dal 21 al 26 aprile a Fiera Milano Rho, Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza stima un indotto turistico complessivo superiore a 255 milioni di euro, con una crescita del 14,7 per cento rispetto allo scorso anno. Un dato che restituisce con chiarezza la portata di un appuntamento che va ben oltre i confini della fiera e investe l’intera città, dal comparto alberghiero alla ristorazione, fino allo shopping.
Secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confcommercio su dati Banca d’Italia, Salone del Mobile, AEFI ed EuroFair Statistics, la spesa prevista raggiunge precisamente i 255,3 milioni di euro. La quota più consistente riguarda l’alloggio, con 104,4 milioni, pari a quasi il 41 per cento del totale. Seguono la ristorazione con 76,9 milioni, circa il 30 per cento, lo shopping con 59,9 milioni, poco meno di un quarto della spesa complessiva, e infine i biglietti d’ingresso al Salone, che valgono 14,1 milioni.
Visitatori in aumento, ma il peso economico cresce soprattutto grazie all’estero
Accanto alla spesa cresce anche il numero dei visitatori, stimato in oltre 319.400 presenze, con un incremento del 5,5 per cento sul 2025. Il dato più significativo riguarda però la composizione del pubblico. A fare la differenza sono soprattutto i visitatori stranieri, che rappresentano il 62,4 per cento del totale e si confermano il motore principale dell’indotto economico legato alla manifestazione.
La loro spesa turistica complessiva è stimata in 179,9 milioni di euro, in aumento del 31,5 per cento rispetto allo scorso anno. Una cifra che da sola spiega quanto il Salone del Mobile resti una piattaforma internazionale capace di attrarre pubblico ad alta capacità di consumo. Di questi quasi 180 milioni, 80,7 sono destinati all’alloggio, 52,9 alla ristorazione, 37,4 allo shopping e 8,9 ai biglietti per la manifestazione.
Di segno opposto, invece, l’andamento della componente italiana. I visitatori provenienti dal resto del Paese, che costituiscono il 37,6 per cento del totale, esprimono una spesa prevista di 75,4 milioni di euro, in calo del 12,1 per cento rispetto al 2025. La contrazione riguarda un quadro generale in cui la capacità di spesa degli italiani appare più contenuta: 23,7 milioni per l’alloggio, 24 milioni per la ristorazione, 22,4 milioni per lo shopping e 5,3 milioni per i biglietti del Salone.
Alberghi verso il tutto esaurito e voli più cari nei giorni della manifestazione
Il riflesso più immediato di questo flusso si misura nel comparto alberghiero. Nei giorni del Salone, il picco di occupazione degli hotel milanesi a 3, 4 e 5 stelle raggiungerà il 90 per cento il 21 e il 22 aprile, per poi scendere gradualmente all’85 per cento il 23 aprile e all’80 per cento tra il 26 e il 27 aprile. La media complessiva di occupazione sull’intero periodo si attesta all’81,7 per cento, a conferma di una pressione molto elevata sulla ricettività cittadina.
Anche i prezzi mostrano una dinamica coerente con la domanda. Per una camera doppia, il 43 per cento delle tariffe si colloca fino a 399 euro, il 41 per cento tra 400 e 749 euro, mentre il 16 per cento supera i 750 euro. Sul fronte dei collegamenti, la rilevazione della piattaforma IODAH segnala un prezzo medio giornaliero di 281 euro per i biglietti aerei destinati a Milano nel periodo compreso tra il 10 e il 30 aprile, con un aumento del 24,2 per cento rispetto all’1 aprile.
Il quadro che emerge è quello di una città che, attorno al Salone e agli eventi del Fuorisalone, continua a esprimere una notevole forza attrattiva sul piano internazionale. Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, richiama proprio questo aspetto, sottolineando come la presenza e la capacità di spesa dei visitatori stranieri assumano quest’anno un peso ancora più rilevante, anche alla luce delle difficoltà internazionali e delle possibili assenze da alcune aree geografiche tradizionalmente importanti per l’economia milanese. È un patrimonio economico e reputazionale che Milano continua a coltivare, trasformando un evento fieristico in uno dei momenti più intensi della sua proiezione globale.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.