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Zone umide lombarde, 64mila euro per monitorare le acque

31/07/2026

Zone umide lombarde, 64mila euro per monitorare le acque

Regione Lombardia avvia un programma biennale di monitoraggio della qualità delle acque nelle principali zone umide riconosciute di importanza internazionale. Il progetto, finanziato con 64mila euro per il periodo 2026-2027, interesserà le Torbiere del Sebino, le Valli del Mincio, le Paludi di Ostiglia e l’area del Pian di Spagna-Lago di Mezzola.

Controlli in quattro aree protette della Lombardia

Il piano è stato approvato dalla Giunta regionale e presentato dall’assessore al Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, insieme all’assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori.

Le attività riguarderanno siti inseriti nella Rete Natura 2000, classificati come Riserve naturali regionali e riconosciuti dalla Convenzione di Ramsar, l’accordo internazionale dedicato alla conservazione e all’utilizzo sostenibile delle zone umide.

Le risorse saranno assegnate agli enti gestori delle quattro aree, che dovranno eseguire analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque con il supporto tecnico di Arpa Lombardia. I controlli permetteranno di raccogliere informazioni aggiornate sulle condizioni degli ecosistemi e sulle possibili pressioni ambientali che interessano habitat strettamente legati alla presenza dell’acqua.

Il programma consentirà di verificare parametri utili a valutare lo stato dei bacini, dei canali, delle paludi e delle torbiere. I dati raccolti potranno evidenziare alterazioni della qualità delle acque, fenomeni di impoverimento degli habitat o condizioni capaci di influire sulla presenza di specie vegetali e animali.

Dalle Torbiere del Sebino alle Valli del Mincio

Tra le aree coinvolte figurano le Torbiere del Sebino, zona umida situata nei pressi del lago d’Iseo e caratterizzata da specchi d’acqua, canneti e habitat di particolare interesse per l’avifauna.

Il monitoraggio raggiungerà anche le Valli del Mincio, esteso sistema di ambienti acquatici e palustri della provincia di Mantova, e le Paludi di Ostiglia, altra riserva regionale nella quale la conservazione della biodiversità dipende direttamente dall’equilibrio idrologico.

Il quarto sito è il Pian di Spagna-Lago di Mezzola, area collocata tra le province di Como e Sondrio, in una posizione di collegamento tra il lago di Como e la Valchiavenna. Anche qui le analisi dovranno mettere in relazione la qualità dell’acqua con lo stato di conservazione degli habitat presenti.

Le zone umide svolgono diverse funzioni ambientali: ospitano specie rare e migratorie, trattengono acqua durante le fasi di piena, contribuiscono alla regolazione del ciclo idrologico e rappresentano aree di riproduzione e alimentazione per numerosi animali.

I dati guideranno le politiche regionali

«Proteggere le nostre zone umide significa tutelare ecosistemi straordinari, fondamentali per la biodiversità e per l’equilibrio del territorio», ha dichiarato Comazzi. Secondo l’assessore, il monitoraggio permetterà di comprendere meglio il rapporto tra le condizioni delle acque e la conservazione degli habitat.

La Regione intende utilizzare i risultati per programmare interventi mirati, evitando azioni scollegate da una conoscenza precisa delle caratteristiche dei singoli siti. Il coinvolgimento degli enti gestori dovrebbe inoltre favorire un controllo continuativo, affidato a soggetti che presidiano direttamente le riserve.

Il progetto attua una delle misure previste dal Programma regionale di tutela e uso delle acque, approvato l’8 giugno. Il documento punta ad ampliare le conoscenze sulle risorse idriche lombarde e sulle aree maggiormente dipendenti dalla disponibilità e dalla qualità dell’acqua.

Per Sertori, gli studi offriranno una base tecnica per rafforzare le politiche regionali dedicate alla tutela integrata delle risorse idriche e della biodiversità. Al termine del biennio, il patrimonio di dati raccolto potrà essere impiegato per individuare eventuali criticità e definire le priorità di gestione delle quattro zone umide.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to