Confcommercio, Pil italiano stimato a +0,4% nel secondo trimestre
25/06/2026
L’economia italiana mostra segnali di vivacità nel secondo trimestre del 2026, con una crescita stimata del Pil dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su base annua. È quanto emerge dal nuovo numero della Congiuntura Confcommercio, elaborata dall’Ufficio Studi, che descrive una fase ancora positiva per attività economica e consumi, pur dentro uno scenario internazionale condizionato da incertezza geopolitica, prezzi energetici e inflazione.
Pil positivo tra aprile e maggio, stasi a giugno
Secondo l’analisi di Confcommercio, il secondo trimestre dovrebbe essere stato caratterizzato da un andamento favorevole ad aprile e maggio, seguito da una fase di sostanziale stasi nel mese di giugno. La sintesi di queste dinamiche porta a una prima stima di crescita congiunturale dello 0,4%, sostenuta anche da un effetto base positivo, poiché il secondo trimestre del 2025 era stato segnato da stagnazione.
Alla luce dei dati della prima parte dell’anno, l’Ufficio Studi ritiene più concreta la possibilità di una crescita annua vicina all’1%, anche nell’ipotesi di una seconda parte del 2026 meno dinamica. Molto dipenderà dall’evoluzione del quadro internazionale, in particolare dalla stabilizzazione dell’area mediorientale e dai suoi effetti sui prezzi delle materie prime energetiche.
Energia e approvvigionamenti restano le variabili chiave
Confcommercio evidenzia che una tregua stabile in Medio Oriente potrebbe consolidare l’attenuazione dei prezzi energetici e ridurre i rischi legati agli approvvigionamenti. Un miglioramento del contesto avrebbe effetti positivi anche sulle tensioni inflazionistiche, contribuendo a limitare l’impatto della recente ripresa dei prezzi.
Un eventuale rallentamento dell’economia, secondo la lettura dell’Ufficio Studi, potrebbe concentrarsi nei mesi tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Al momento, però, il quadro descritto resta compatibile con una crescita moderata ma ancora presente, sostenuta da consumi in recupero e da alcuni comparti più dinamici.
Consumi in territorio positivo a maggio
I consumi, misurati attraverso l’Indicatore dei Consumi Confcommercio, restano a maggio in territorio positivo, confermando la fase di recupero avviata alla fine del 2025. Nel confronto annuo la variazione è pari all’1,2%, con segnali di miglioramento diffusi nei volumi acquistati dalle famiglie.
Tra i settori più vivaci emerge l’automotive, mentre la domanda di servizi continua a crescere, soprattutto nelle attività legate al tempo libero. A sostenere questa dinamica contribuisce anche la spinta del turismo, che resta un fattore rilevante per consumi, servizi e attività commerciali.
Inflazione attesa al 3,3% a giugno
La principale incognita resta l’andamento dell’inflazione. Per giugno, l’Ufficio Studi di Confcommercio stima una variazione dei prezzi al consumo dello 0,3% rispetto a maggio, con un’ulteriore moderata accelerazione su base annua fino al 3,3%.
Le tensioni sui prezzi si concentrano soprattutto nei settori maggiormente esposti alle dinamiche delle materie prime energetiche. Un elemento favorevole riguarda invece gli alimentari: dopo la stasi di maggio, è attesa una lieve diminuzione, in linea con l’esaurimento delle pressioni sui prodotti alimentari non lavorati.
Il quadro delineato dalla Congiuntura Confcommercio restituisce quindi un’economia ancora capace di crescere, ma dipendente dall’equilibrio tra consumi, energia, inflazione e contesto internazionale. La tenuta della domanda interna e il raffreddamento delle tensioni sui costi restano i fattori decisivi per confermare la traiettoria positiva nella seconda parte dell’anno.