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Emissioni ETS, Confcommercio: nuovi costi per famiglie e imprese

21/05/2026

Emissioni ETS, Confcommercio: nuovi costi per famiglie e imprese

Dal 2028 famiglie e imprese italiane rischiano di sostenere oltre 11 miliardi di euro l’anno di costi aggiuntivi per il trasporto su strada e circa 4 miliardi per le utenze domestiche a causa dell’estensione del mercato europeo delle emissioni. È quanto emerge dal Rapporto Cer-Confcommercio, presentato il 19 maggio a Roma, dedicato agli effetti dell’ETS e dell’ETS2 su carburanti, riscaldamento, gas, trasporto marittimo e attività economiche.

Carburanti, rincari fino a 355 euro l’anno per le auto diesel

Secondo il Rapporto, l’estensione dell’ETS2 al trasporto su strada potrebbe generare un aggravio compreso tra 4,7 e 11,3 miliardi di euro annui. L’impatto riguarderebbe in particolare i carburanti, già gravati in Italia da un livello di accise tra i più elevati in Europa.

La quota principale dei nuovi costi ricadrebbe sul diesel, con un incremento stimato fino a circa 7,7 miliardi di euro nello scenario più pesante. In questa ipotesi, il prezzo del gasolio potrebbe aumentare di oltre il 17%, mentre quello della benzina salirebbe di oltre il 14%. Per gli automobilisti, la maggiore spesa potrebbe arrivare fino a 355 euro l’anno per le auto diesel e a 250 euro per quelle a benzina.

Il Rapporto evidenzia che i costi aggiuntivi sarebbero trasferiti quasi integralmente sui consumatori finali, a causa della rigidità della domanda di carburanti. La nuova componente legata alla CO₂ potrebbe incidere per oltre il 10% sul prezzo finale alla pompa.

Autotrasporto, autobus e utenze domestiche sotto pressione

Gli effetti sarebbero rilevanti anche per il trasporto professionale. Per gli autobus gran turismo l’aggravio potrebbe superare i 7 mila euro annui. Nel settore dell’autotrasporto, gli extracosti arriverebbero a circa 960 euro l’anno per i veicoli leggeri e potrebbero superare gli 11 mila euro annui per i mezzi più pesanti.

Il settore residenziale e commerciale sarebbe esposto a un aumento compreso tra 1,6 e circa 4 miliardi di euro l’anno per le utenze domestiche, soprattutto per la dipendenza dal gas naturale. L’extracosto medio per le famiglie potrebbe raggiungere i 128 euro annui, con punte più alte nel Nord Est, pari a 152 euro, e nel Nord Ovest, pari a 134 euro.

Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, già alle prese con tariffe energetiche elevate rispetto al quadro europeo, gli aumenti sarebbero particolarmente sensibili. Nello scenario più gravoso, il costo aggiuntivo annuo potrebbe arrivare a 400 euro per un bar, 364 euro per un negozio alimentare, oltre 1.090 euro per le grandi superfici di vendita, circa 1.275 euro per i ristoranti e più di 3.270 euro per un albergo medio.

Trasporto marittimo e rischio per la competitività

Il trasporto marittimo è già interessato dal mercato europeo delle emissioni e, secondo il Rapporto, potrebbe subire un ulteriore aumento dei costi operativi. L’impatto dell’ETS nel settore potrebbe raggiungere circa 713 milioni di euro entro il 2028, con un aggravio ulteriore legato all’applicazione del regolamento FuelEU Maritime.

L’effetto combinato delle due normative porterebbe a un aumento consistente del costo dei combustibili navali, con ripercussioni sulle imprese, sui collegamenti con le isole, sulle Autostrade del Mare, sul transhipment e sull’intera catena logistica. Confcommercio segnala il rischio di ricadute sulla competitività del sistema economico italiano e sulla dinamica dei prezzi al consumo.

Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, ha chiesto correttivi e misure di sostegno per evitare ulteriori effetti su imprese e famiglie. Russo ha richiamato la necessità di meccanismi di compensazione per il trasporto stradale, interventi per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi e misure specifiche per il trasporto marittimo.

Il Rapporto Cer-Confcommercio pone quindi al centro del dibattito il rapporto tra transizione ambientale e sostenibilità economica. La richiesta è che l’attuazione delle nuove regole europee sulle emissioni sia accompagnata da strumenti capaci di proteggere le attività più esposte, evitando che i costi della decarbonizzazione ricadano in modo eccessivo su consumatori, imprese e filiere produttive.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to